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La Premier dopo Guardiola: chi comanda adesso?
Il vuoto lasciato da Pep apre la corsa al titolo: Arsenal, Liverpool e Chelsea ridisegnano le gerarchie del calcio inglese

Alberto Dandolo/Edipress
Pubblicato il 21 agosto 2026, 16:53
È iniziata subito alla grande, con la sfida tra i Campioni d’Inghilterra e la squadra che ha vinto la Championship: Arsenal-Coventry ha aperto una Premier completamente nuova in cui mancherà, dopo dieci anni, Pep Guardiola, l’uomo che l’aveva trasformata con le sue idee e i suoi successi, sfruttando più il palleggio della storica fisicità inglese. Sei volte l’aveva vinta, quattro di fila (dal 2020 al 2024) prima di lasciare e rientrare in famiglia, con la speranza di ricostruire un matrimonio “bruciato” proprio dalla permanenza a Manchester, dove la moglie non voleva più stare. Senza il Numero Uno ci sono più speranze per tutti anche se nelle ultime due stagioni lo spagnolo si era arreso di fronte allo strapotere del Liverpool e al sorprendente Arsenal, di nuovo primo a distanza di 22 anni.

Premier League 2026-27, l’anno zero dopo Guardiola
I Campioni subito in vetrina nel campionato più ricco del mondo: secondo un primo calcolo, nella prima giornata scenderanno in campo giocatori per un valore complessivo di oltre 13 miliardi di euro. E ancora non è finita anche se i club hanno speso la cifra record di 3,087 miliardi di sterline superando il tetto del 2023, quando le uscite complessive si erano fermate 2,36 miliardi.

Chelsea e Manchester City all’assalto dell’Arsenal
Gli investimenti più pesanti sono stati quelli del Chelsea, che non vince la Premier dal 2017: 400 milioni per consegnare a Xabi Alonso una squadra in grado di lottare per il titolo. Morgan Rogers, acquistato dall’Aston Villa per 138 milioni, è anche il più costoso della Premier, addirittura davanti a Elliot Anderson, passato dal Notthingam al City per 135 milioni. Era in campo nella finale della Community Shield domenica scorsa, quando l’erede di Guardiola, il nostro Enzo Maresca, è caduto subito (0-3) sotto i colpi dell’Arsenal. Dicevamo delle spese del Chelsea: dopo Rogers, sono arrivati anche Lacroix (60 milioni), Palestra (57), Quenda (50) e Valentin Barco (40). Saranno sufficienti per risalire la corrente? Xabi Alonso, spagnolo come Arteta, proverà a capovolgere le ultime gerarchie, stravolte proprio dai Gunners che per la prima volta non saranno più gli inseguitori ma i fuggitivi.

Da Donnarumma a Tonali: la Premier degli italiani
Quella che inizierà stasera sarà anche la Premier degli italiani. Non solo due allenatori, Maresca e De Zerbi (al Tottenham, che per Tonali ha speso 108 milioni), ma anche molti giocatori che verranno monitorati dagli osservatori del ct Mancini per la nuova Nazionale. Alcuni sono già sicuri di essere convocati (Donnarumma, Calafiori, Chiesa, Tonali e Palestra), altri sperano di debuttare o di rientrare nel giro azzurro (Ruggeri, acquistato dall’Aston Villa, Savona, Leoni, Udogie, Kayode e Gnonto, che proprio con l’allenatore di Jesi aveva già giocato nel club Italia). Ricordiamo anche che l’Inter Campione d’Italia si è rinforzata proprio con tre assi in arrivo dall’Inghilterra: Stones, svincolato dal City, Spence, ceduto dal Tottenham che ha anche rimandato Vicario in Italia (Juve) e Jones, salutato dal Liverpool. La Premier, tra gli altri, ha perso anche Cucurella (Real Madrid) e Rodri, ex Pallone d’Oro del City, che dopo il trionfo agli Europei ha scelto il Barcellona. Una perdita pesante, come quelle di Bernardo Silva (Real Madrid) e Reijnders (Arabia Saudita): per Maresca sarà duro il mestiere dell’erede di Guardiola.
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