Giappone nella storia

L'attacco della Germania, Guardiola 2025 e il programma di Cristiano Ronaldo.

Giappone nella storia
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Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 23 novembre 2022, 17:46

La vittoria del Giappone sulla Germania è stata una sorpresa, ma non al livello dell’Arabia Saudita che ribalta la partita con l’Argentina. Perché tanti dei 26 convocati di Moriyasu giocano nell’Europa che conta, in particolare in 8 giocano proprio in Bundesliga, compresi Doan (Friburgo) e Asano (Bochum) che hanno battuto Neuer e dato al Giappone la più grande gioia della sua storia mondiale anche se già tre volte questa nazionale è arrivata negli ottavi: fra l’altro non è nemmeno detto che ci riesca di nuovo adesso. Poi va ricordato che la Germania di Flick questa partita l’ha davvero buttata, prima e dopo il rigore trasformato da Gundogan: certo può recuperare, ma lo scenario di una seconda uscita consecutiva nei gironi non è più tanto assurdo. Certo i tedeschi la loro partita l’hanno vinta mettendosi la mano sulla bocca prima dell’inizio della partita, per protestare contro Infantino e la censura FIFA: in questo Mondiale ci saranno altre occasioni per parlarne. Il Giappone la sua partita l’ha invece vinta con le parate di Gonda ed i cambi, che come sempre sono buoni con il senno di poi. In definitiva il problema della Germania è l’assenza di un buon centravanti, dopo l’infortunio di Werner: se Flick al di là dei falsi nueve alla Havertz è stato costretto a buttare in campo un giocatore come Füllkrug e un diciottenne come Moukoko, significa che alla fine nemmeno il reclamizzato modello tedesco produce una buona classe media. Per non parlare della difesa, perché se Schlotterbeck fosse italiano sarebbe già sotto processo.

Di solito i rinnovi di contratto sono ‘non notizie’, buone per riempire una pagina o scrivere un post in mancanza di idee migliori, ma quello di Pep Guardiola con il Manchester City fino al 2025 è secondo noi invece proprio una notizia. Perché l’allenatore catalano è alla settima stagione sulla panchina del City e più volte nei mesi scorsi aveva manifestato l’idea di fermarsi al termine del vecchio contratto, che sarebbe scaduto nel 2023. Un po’ per stanchezza e molto perché la vittoria in Champions si sta trasformando in ossessione e a Guardiola manca dai tempi del Barcellona di Xavi, Iniesta e Messi (che c’entrassero i giocatori?). Non sarebbe un problema, se il Manchester City non fosse l’unica squadra al mondo i cui giocatori hanno avuto un prezzo d’acquisto, quindi una cifra oggettiva e non una valutazione, superiore al miliardo di euro, quasi 300 milioni più del PSG costruito con logiche simili. Più del doppio rispetto alla Juventus per cui spesso si parla di ossessione Champions, il quadruplo rispetto all’Atalanta di quel Gasperini che spesso riceve i complimenti di Guardiola. Magari per la Champions del City, che nei 6 anni completati da Guardiola ha vinto 4 Premier League e tanto altro, la volta buona sarà questa (negli ottavi il Lipsia) con Haaland, certo è che in qualsiasi altro club europeo di alto livello dopo 7 anni sarebbe stato in discussione. Il segreto, a qualsiasi livello e con qualsiasi modulo tattico (il Guardiola post Barcellona ne ha cambiati diversi, è meno rigido dei suoi adoratori), è passare per allenatori da progetto.  

L’altra squadra di Manchester, e a chi ha una certa età fa impressione definire lo United ‘L’altra squadra di Manchester, è in vendita, con i Glazer che puntano al colpo grosso. Intanto si è liberata della grana Cristiano Ronaldo, ma vale anche il contrario ed il quasi trentottenne CR7 giocherà il suo quinto ed ultimo mondiale senza essere vincolato ad un club. Ma lo giocherà, poi? Fernando Santos ha timidamente fatto capire che potrebbe gestirlo, magari facendogli saltare una partita di quelle del girone, ma tutti i fuoriclasse si credono eterni e l’operazione non sarà mediaticamente facile. Al di là di questo, a gennaio Cristiano Ronaldo avrà un futuro a livello di club? È gratis, impiegato non più di una volta alla settimana è ancora forte, è a modo suo un trascinatore. Poi il sogno di tutti, quindi anche il suo, è quello di ritirarsi alzando la Coppa del Mondo, ma difficilmente accadrà anche se il Portogallo può finire in una zona di tabellone molto favorevole.

 

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