Messi contro Nanninga

L'Argentina ha conquistato la semifinale del Mondiale battendo ai rigori un'Olanda che sullo 0-2 ha avuto una reazione straordinaria e due gol di Weghorst che hanno ricordato la finale di 44 anni fa. Ma la squadra di Scaloni sta meritando...

Messi contro Nanninga
© Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 10 dicembre 2022, 08:45

Il Mondiale di Lionel Messi, al quinto tentativo in carriera? Forse sì, ma l’Argentina ha fatto di tutto per buttare un quarto di finale già vinto, dopo il 2-0 su un’Olanda impresentabile: assist geniale di Messi per Molina al 35’ e poi al 66’ rigore trasformato da Messi dopo il fallo di Dumfries su Acuna. Van Gaal aveva da poco messo Luuk de Jong per Blind, per dare un riferimento all’attacco, e a 12 minuti dalla fine (anzi dal 90’, perché poi ci sono stati 11 minuti di recupero) al posto di un Depay in cattive condizioni ha giocato la carta di Wout Weghorst, il centravanti-armadio di quasi due metri che ha permesso all’Olanda di metterla sul piano della battaglia, con l’Argentina incredibilmente complice fra provocazioni ed un fallo più stupido dell’altro, protagonista soprattutto Paredes.

Da uno dei tanti cross dell’Olanda di questa fase della partita, effettuato da Berghuis, è nato il colpo di testa di Weghorst per l’1-2. Primo tiro in porta della squadra di Van Gaal, va detto, che in un clima degno dell’occasione è andata vicina al pareggio con Berghuis e ha continuato ad attaccare durante il recupero monstre, questa volta giustificato. Al 101’ punizione dal limite, e genialata di Van Gaal con Koopmeiners ad eseguire: invece di provare il tiro, tocco filtrante per Weghorst che ha segnato il 2-0 con freddezza diventando così il Nanninga degli arancioni, 44 anni dopo la finale di Buenos Aires, anche se quello di Nanninga era il gol dell'1-1. L'ex attaccante del Roda, oltre che commerciante di fiori, è purtroppo morto nel 2015, ma in tribuna in Qatar a ricordare quella partita epica c'era comunque Mario Kempes...

Sul 2-2 senza un vero perché l’Argentina ha ritrovato lucidità e nei supplementari ha dominato, andando più volte vicina al 3-2, con Lautaro Martinez e anche nel finale con un palo di Enzo Fernandez. Non sempre i rigori dicono bene a chi ha giocato meglio, ma questa volta sì. Anche se l’Olanda sullo 0-2 ha avuto una reazione straordinaria ed ha onorato il Mondiale e questa classica, con una rimonta che sarà ricordata. Per la squadra di Van Gaal un buonissimo Mondiale, con partite sempre sotto controllo, anche troppo, e al di là della retorica sul santone non tutto il talento a disposzione è stato pienamente utilizzato. Certo lui rimane uno vero, non si capisce perché a 71 anni si debba ritirare. 

Per l'Albiceleste martedì sera la Croazia, una semifinale che l’Argentina affronterà da favorita in un Mondiale in cui ha mantenuto un livello molto alto, pur suicidandosi contro l’Arabia Saudita ed andandoci vicino con l’Australia (con il 2-2 sfiorato da Kuol) e appunto l’Olanda. Una squadra che Scaloni ha onestamente costruito intorno a Messi, con Enzo Fernandez ormai vice-leader, scegliendo tutto il resto a seconda delle situazioni, con Lautaro Martinez (suo il rigore decisivo) e Di Maria degradati ad alternative e Dybala per ora panchinaro fisso. Il mondo, il Sudamerica, il calcio, non hanno avranno l'Argentina-Brasile che sognavano, ma non è colpa dell'Argentina. 

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