L'era Orsato porta tante novità

Il nuovo designatore al lavoro contro le perdite di tempo e sulla possibilità di evitare grandi sviste. E l'Italia sarà più vicina alla Uefa che alla Fifa
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L'era Orsato porta tante novità

Edmondo PinnaEdmondo Pinna

Pubblicato il 28 agosto 2026, 08:00

Giocheremo (forse) di più. E con minor possibilità di sbagliare, anche quando si è tratti in inganno, come nel caso Kalulu. Le novità che abbiamo già visto al Mondiale entreranno a far parte delle nostre domeniche di calcio, ma non solo. L’IFAB (International Board) ha voluto dare un taglio alle perdite di tempo, soprattutto, ma anche alla possibilità di evitare grandi sviste, facilmente revisionabili con la tecnologia. Novità sostanziali, soprattutto, che hanno modificato (in meglio) l’applicazione del regolamento in campo da parte degli arbitri. Non tutto quello che abbiamo visto in Usa, Messico e Canada, però, andrà in scena anche sul palcoscenico europeo (in generale) e italiano (in particolare).

Domenico Messina, nuovo direttore tecnico dell’AIA, ha partecipato a luglio al meeting arbitrale della Uefa, la linea è quella già espressa da Nyon durante i Mondiali. «Il fatto che tutte le 55 federazioni nazionali e la UEFA abbiano concordato linee guida verso un approccio più coerente all’applicazione delle Leggi del Gioco segna una pietra miliare significativa. E’ essenziale rimuovere ogni dubbio dal gioco e garantire che le regole siano applicate con chiarezza», ha detto il nostro Roberto Rosetti, presidente della Commissione Arbitri della UEFA. L’Italia sarà allineata alla Uefa piuttosto che alla Fifa. Quindi, sui casi di mano davanti alla bocca (brutta abitudine, ancor più brutta se a farlo è un direttore di gara), non ci sarà il rosso automatico (Almiron del Paraguay e Hincapié dell’Ecuador lo hanno sperimentato sulla loro pelle) ma, nel caso l’arbitro lo ritenga necessario, il cartellino giallo. Ancora: sullo scambio di identità (caso-Embolo ai Mondiali), tutto è sospeso per la simulazione, si può intervenire solo sulla stressa natura del fallo. E ancora, si potrà intervenire sui falli che palesemente impattano su gol, rigori e rosso/Dogso avvenuti a gioco fermo (gol annullato a Haaland in Inghilterra-Norvegia). Tutte indicazioni che il nuovo designatore, Daniele Orsato, trasmetterà agli arbitri della CAN nel ritiro di Cascia (6- 11 agosto).

Contro le perdite di tempo

Nel nostro campionato (dati relativi alla scorsa stagione) abbiamo giocato una media di 53’/54’, praticamente poco più di un solo tempo, nel girone d’andata. Un po’ meglio è andata al ritorno (55’/56’) ma la tendenza è sempre quella. Perdere tempo. Un malcostume (ma anche una tattica studiata a tavolino) radicato nel mondo del calcio alla quale si è sempre cercato di porre rimedio. L’Ifab (su input di Pierluigi Collina, Grande Capo degli arbitro della Fifa) ha cercato di porre rimedio. Inizialmente era sui rinvii del portiere (8’ secondi, nel caso corner), adesso sulle riprese del gioco. E così: sulle rimesse laterali, se l’arbitro capisce che il giocatore incaricato di battere perde tempo, inizierà (fischiando) a contare i cinque secondi, altrimenti la rimessa passerà anche avversari. Lo stesso succederà sul calcio di rinvio, in questo caso trascorsi i cinque secondi, verrà assegnato un corner agli avversari. È bene capire una cosa, però: il count-down inizierà non dalla fase di rimessa ma quando l’arbitro s’accorgerà che si sta perdendo del tempo. Ma il tentativo di giocare di più passa anche da altre nuove norme. Ad esempio sulle sostituzioni: il giocatore titolare deve uscire dalla linea perimetrale più vicina ed avrà 10 secondi di tempo per farlo da quando il Quarto uomo mostrerà la lavagnetta (non vale, ovviamente in caso di infortunio). In caso di sostituzioni multiple, il conteggio parte dall’indicazione dell’ultima sostituzione. E se si infrange la regola? Il giocatore che entra non potrà entrare in campo a meno che non sia trascorso un minuto dalla ripresa del gioco e solo a gioco fermo. Significa che una squadra potrebbe trovarsi in 10 per diversi minuti. Come detto, anche in caso di infortunio, la procedura sarà la stessa. Il giocatore infortunato resterà fuori per un minuto dalla ripresa del gioco, a meno che il fallo che ha causato l’infortunio non abbia portato al giallo, che si siano scontrati due giocatori della stessa squadra, che il giocatore sia il portiere o che il giocatore abbia abbandonato volontariamente il campo senza perdere tempo.

Mai più un caso Kalulu

L’altra novità rilevante riguarda l’ampliamento dei poteri del VAR, in particolare sui secondi gialli palesemente sbagliati. Pierluigi Collina ci stava pensando da un po’, il caso Kalulu ha rotto gli ultimi indugi. Ricordate l’espulsione del giocatore bianconero nel Derby d’Italia contro l’Inter? La simulazione di Bastoni (ammessa dallo stesso difensore nerazzurro) indusse l’arbitro La Penna (al quale è stato assegnato il Premio Mauro perché - è bene chiarirlo - nell’occasione fu vittima e non altro, l’annata è stata da top-five) a estrarre il secondo cartellino giallo nei confronti di Kalulu, scatenando le ire in campo e le ignobili proteste fuori (l’arbitro romano fui anche minacciato di morte e messo sotto osservazione dalle Forze di Polizia). Possibile che tutti potessero sapere in tempo reale che quella era stata un’ammonizione sbagliata e non l’arbitro? Impossibile, appunto: ecco allora che il Var può revisionare il secondo giallo palesemente sbagliato (attenzione: non quello non dato, anche se sarebbe stato giusto comminarlo). Ma il Var non può fare quello che abbiamo visto ai Mondiali nel caso-Embolo: può intervenire nello scambio di identità nell’ammonizione/espulsione di un calciatore, ma non nella valutazione della natura dell’infrazione. In sintesi: se due giocatori vanno a contrasto e il giocatore A commette uno step on foot sul giocatore B, ma l’arbitro vede l’infrazione al contrario e ammonisce B, il Var può richiamarlo per scambio d’identità. Torniamo a Embolo: l’uso di questa novità,per la simulazione è al momento sospesa per ulteriori accertamenti. Un modo garbato per evitare di dire che fu un errore?

Più controllo Var

Maggior controllo Var anche sui calci d’angolo (purché non impediscano una veloce ripresa del gioco): l’obiettivo è evitare che vengano assegnati corner errati dai quali possono nascere gol, magari decisivi. L’esempio più recente, nel nostro campionato, in Inter-Fiorentina di due stagioni fa: sul cross di Bastoni, il pallone è nettamente fuori, Mandragora lo mise in angolo, da lì arrivo il vantaggio di Lautaro. Adesso non sarà più così, nel caso di abbaglio in campo, dal VOR (Video Operation Room) possono segnalare con un silent check l’errore. Anche in questo caso, vale per gli angoli dati che non ci sono, non per quelli che ci sono e non sono stati assegnati. Il VAR potrà intervenire anche sui falli commessi a gioco fermo, a patto che interferiscano chiaramente su gol, rigori, sanzioni disciplinari (rosso/Dogso): è successo ad Haaland nella sfida contro l’Inghilterra, chiara spinta a due mani prima della battuta del corner e gol successivo. Rete annullata e pallone nuovamente sul corner (non può esserci revisione tecnica a gioco fermo).

No rosso a tempo di tecno

L’arbitro salvadoregno Ivan Barton è passato alla storia due volte: per aver comminato il primo cartellino rosso per essersi coperta la bocca e perché il suo annuncio (venivamo dal terribile brasiliano Sampaio, il suo inglese durante la gara inaugurale fra Messico e Sudafrica era da terza elementare) in stile… Manganiello è diventata una canzone da discoteca: «After review, number ten, Paraguay, covered his mouth, decision is red card». Ebbene, non ci saranno cartellini rossi nella nostra serie A (ma anche in Champions, Euroleague, Conference). Abbiamo sposato la linea della Uefa, basterà il giallo se l’arbitro si renderà conto che i due contendenti non si stanno accordando per una serata divertente post partita. Insomma, il lodo Prestianni (la norma è stata introdotta per quello, dopo il caso Vinicius nella sfida fra Benfica e Real) non troverà applicazione cosi tranchant.

Linea soft

Applicheremo (anche qui come la Uefa) la linea soft su chi abbandonerà il campo per protesta (quello che è successo in coppa d’Africa con il Senegal ha convinto l’Ifab ad intervenire): niente rosso automatico, chi esce resterà comunque fuori dal rettangolo verde e l’arbitro opterà per il giallo. Il rosso arriverà nel caso il giocatore scelga di non rientrare.

Altre novità

Ci sono altre novità che ci aspettano, magari meno appariscenti, ma non per questo meno importanti. Ad esempio, sul vantaggio e DOGSO: se l’arbitro concede il vantaggio su un fallo da chiara occasione da gol (DOGSO) e la squadra attaccante riesce a segnare la rete, il calciatore autore del fallo non riceverà alcun cartellino. Diverso il caso se l’infrazione riguarda il grave fallo di gioco o la condotta violenta, in quel caso il rosso resta. Ancora, ecco la procedura sul doppio tocco sul calcio di rigore: se la rete viene segnata, verrà fatto ripetere, mentre in caso di errore (tiro fuori o parata) verrà assegnato un calcio di punizione indiretto. Gioielli e accessori: non c’è più un divieto assoluto per monili non pericolosi, che potranno essere indossati purché coperti e fissati in modo sicuro.

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