Formula 1, presentazione Gp Giappone

La Formula 1 approda sul circuito di Suzuka per la sedicesima prova del Mondiale 2023, con Red Bull a un passo dalla conquista del titolo costruttori

Formula 1, presentazione Gp Giappone
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 21 settembre 2023, 17:35

L’albo d’oro

Con quella in programma domenica saranno 37 le edizioni del Gp del Giappone valide per il Mondiale di Formula 1. Due i circuiti che hanno ospitato fino ad oggi questa gara: quello del Fuji (1976-1977; 2007-2008), e quello di Suzuka (1987-2006; 2009-2019, 2022-oggi).
Passando all'albo d'oro vero e proprio, il pilota ad aver ottenuto il maggior numero di pole position è Michael Schumacher (8), seguito da Sebastian Vettel (5), Lewis Hamilton (4), e dal duo Ayrton Senna-Nico Rosberg, entrambi con 3 pole. Soffermandoci sui piloti attualmente iscritti al Mondiale, oltre alle quattro pole di Lewis Hamilton dobbiamo registrare la pole conquistata lo scorso anno a Suzuka da Max Verstappen.
Per quanto riguarda i piloti plurivittoriosi, anche in questo caso Michael Schumacher è in testa con 6 vittorie ottenute tutte a Suzuka (1 con la Benetton nel 1995 e 5 con la Ferrari (1997, 2000, 2001, 2002 e 2004)), seguito da Lewis Hamilton con 5 vittorie (1 al Fuji nel 2007 con la McLaren-Mercedes, e 4 a Suzuka con la Mercedes nel 2014, 2015, 2017 e 2018) e da Sebastian Vettel con 4 vittorie ottenute tutte a Suzuka (con Red Bull nel 2009, 2010, 2012 e 2013).
Soffermandoci sui piloti attualmente iscritti al Mondiale, oltre alle cinque vittorie di Hamilton, troviamo due vittorie per Fernando Alonso (2006 a Suzuka e 2008 al Fuji, entrambe con Renault) e una vittoria a testa per Valtteri Bottas (2019 a Suzuka con Mercedes) e Max Verstappen (2022 a Suzuka con Red Bull). Una vittoria, quella ottenuta lo scorso anno da Verstappen, che complice anche la penalità occorsa a Charles Leclerc (per esser uscito dalla pista ed aver tratto un vantaggio in occasione dell’attacco di Verstappen ai suoi danni) ha consentito al campione olandese di laurearsi in anticipo per la seconda volta consecutiva campione del mondo.

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