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Monoposto F1 2026: McLaren MCL40

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 5 marzo 2026, 09:06
Restare ai vertici della Formula 1 dopo essere tornata a vincere nel biennio 2024-2025 il titolo costruttori, nonché lo scorso anno anche il titolo piloti con Lando Norris. Con questi obiettivi la McLaren si presenta al via del Mondiale 2026 della massima serie motoristica, con una monoposto (la MCL40) caratterizzata dal ritorno sulla sospensione anteriore dello schema push-rod.
Sul fronte piloti, se Lando Norris dopo la conquista del titolo è apparso molto più sereno e rilassato al via dei test precampionato dichiarando che con la conquista del titolo mondiale ha raggiunto il suo obiettivo di vita, e che il suo obiettivo per il 2026 è di affrontare la stagione con molta più tranquillità pur ribadendo che il suo target rimane comunque focalizzato sulla vittoria, molto più motivato è apparso Oscar Piastri. Il pilota australiano lo scorso anno nella sua ricorsa all’iride ha pagato alcuni errori piuttosto gravi compiuti nella seconda parte di campionato (uno su tutti il disastroso weekend di Baku), motivo per il quale ha approfittato della pausa invernale per analizzare le difficoltà emerse nel finale di stagione, per poi effettuare alcune modifiche nello staff personale che lo accompagnerà nel weekend di gara.
Pur riconfermando come manager Mark Webber assieme alla moglie Ann Neal, Piastri ha voluto quest’anno al suo fianco nei weekend di gara due nuove figure, rappresentate dal 33enne ingegnere portoghese Pedro Matos (che ben conosce Oscar, essendo stato suo ingegnere di pista sia nel 2017 nel campionato britannico di Formula 4, che nel 2021 in Formula 2 nel 2021, quando conquistò il titolo al debutto in tale categoria), e dalla mental coach australiana Emma Murray.
Un nuovo corso che per il momento sembra aver dato i suoi frutti, essendo sembrato Piastri molto concentrato (e sopratutto performante) al volante della MCL40.
McLaren MCL 40
Motore: Mercedes-AMG F1 M17 E PERFORMANCE V6 turbo 1600 cm³
Piloti: Lando Norris (1), Oscar Piastri (81).
Andando ad analizzare la nuova nata di casa McLaren, la MCL40 si presenta (come già detto) come una monoposto piuttosto interessante in alcune determinate aree, con la consapevolezza però che già al debutto di campionato in Australia ci potrebbero già essere alcuni cambiamenti. Non è un caso se il Team Principal Andrea Stella ha già fatto presente che probabilmente proprio a Melbourne al via del campionato 2026 potremmo vedere una McLaren più dimagrita rispetto a quella vista nei test precampionato. E (aggiungiamo noi) con una potenza maggiore di motore, avendo utilizzato nei test (al pari di Williams e Alpine) una specifica di motore meno evoluta rispetto a quella portata in pista dalla Mercedes sulla sua W17.
Soffermandoci adesso sulla monoposto, la MCL40 presenta un’ala anteriore che si presenta a cucchiaio nella sua porzione centrale, ma che al contempo è ondulata ai lati, con le paratie che si presentano piuttosto svirgolate (e con ai lati un flap orizzontale, volto a ridurre le turbolenze nocive provenienti dalle gomme). Il muso (piuttosto snello) si ancora al mainplane, motivo per il quale in caso di utilizzo dell’aerodinamica attiva (e in particolar modo della Straight Mode in rettilineo) McLaren potrà contare sull’apertura di entrambi i flap dell’ala anteriore, aperti dall’attuatore posizionato sotto al muso.
Dopo anni in cui ha utilizzato lo schema pull-rod, McLaren ha deciso quest’anno di utilizzare per la sospensione anteriore lo schema push-rod. Come su altre monoposto non si può non notare come il triangolo superiore si presenti inclinato verso il basso, ma quello che differenzia la sospensione (chiaramente multi-link) introdotta sulla MCL40 è senza ombra di dubbio l’attaccamento del braccio posteriore, che sembra quasi allungarsi fino a toccare il fondo della macchina.
Passando alla zona centrale della macchina, l’airscope si presenta ovale (con la zona centrale triangolare, e con ai lati le tradizionali orecchiette, piuttosto ampie), mentre le bocche dei radiatori si presentano piuttosto schiacciate. Sotto alle pance dei radiatori possiamo vedere lateralmente la presenza di un piccolo badgeboard, sotto al quale possiamo vedere una sorta di veneziana tagliuzzata, che va così a generare due flap orizzontali, e che si attaccherebbe al telaio tramite un supporto orizzontale, che dalle foto sembrerebbe essere piuttosto sottile.


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