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F1 Monaco: Antonelli in pole, seconda fila Ferrari

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 7 giugno 2026, 07:19
Una qualifica emozionante e incerta fino all’ultimo, che alla fine ha premiato il talento del pilota. Se sulla carta le anguste stradine di Montecarlo avrebbero dovuto penalizzare la Mercedes (vista la minore importanza del motore rispetto al telaio e all’aerodinamica), Andrea Kimi Antonelli è riuscito ad andare oltre, riuscendo a conquistare con un giro a dir poco perfetto la pole position del Gp di Monaco (sesta prova del Mondiale 2026 di Formula 1) precedendo di soli 43 millesimi la Red Bull di Max Verstappen, e con le Ferrari di Lewis Hamilton (terzo) e di Charles Leclerc (quarto) che alla fine si devono accontentare dell’intera seconda fila, al termine di una sessione che ha visto in Q3 il pilota monegasco non riuscire a trovare il tempo nel primo run, salvo poi nell’ultimissimo tentativo lanciato toccare con la gomma posteriore destra il muro della curva del Tabaccaio, mentre Charles tentava con un ultimo, disperato tentativo, di conquistare quella che sarebbe stata la sua quinta pole nella sua gara di casa, dopo quelle già conquistate dal 2021 al 2024 al volante della Rossa.
Soffermandoci su Antonelli, bisogna dire che la pole del 19enne pilota bolognese (1’12”051) era impensabile da ipotizzare al termine della prima giornata di prove libere del venerdì, che aveva visto la Mercedes peggiorare tra FP1 e FP2 un buon assetto di base andando ad irrigidire eccessivamente il retrotreno, con il risultato che sia Antonelli che sopratutto Russell facevano a dir poco fatica a girare con la monoposto all’altezza della Rascasse, al punto che nell’effettuare la curva la gomma posteriore destra risultava addirittura alzata da terra rispetto alle altre gomme della W17. Un segnale, questo, di un assetto un po' troppo estremo, che nella mattinata di sabato il team guidato da Toto Wolff ha provato prontamente a correggere, ammorbidendo l’assetto pensato per il retrotreno della W17 e cercando un miglior bilanciamento della frenata a beneficio dell’anteriore (tornato ad essere decisamente più reattivo), il chè ha così permesso ad Antonelli di tornare ad emergere nel corso della FP3, riuscendo ad ottenere non a caso il miglior tempo.

Una volta acquisita la certezza che l’assetto ritrovato in FP3 fosse quello corretto, Antonelli ha potuto affrontare la qualifica con molta più serenità, concentrandosi a pieno sullo stile di guida, e riuscendo alla fine a fare la differenza su Verstappen, trovando i 43 millesimi decisivi per la pole in primis nel secondo settore (e in particolare nella chicane del porto, che già lo aveva visto emergere molto bene nel corso della FP3), e poi di trazione in uscita dalla Anthony Noghes verso il traguardo.

Intervistato al termine delle qualifiche da Mara Sangiorgio (Sky), Antonelli non ha nascosto la propria soddisfazione per la pole ottenuta a Monaco, dichiarando che c’è ancora un pochino da migliorare, però nel complesso ogni volta prende sempre più fiducia con la macchina, e quella odierna è stata una gran giornata, che lo ha reso davvero contento, affermando che il giro che lo ha portato ad ottenere la pole position è stato un giro speciale, e più precisamente uno di quei giri dove si riesce a mettere tutto insieme, senza errori, in cui non ha fatto scivolare troppo la macchina, e dove ha preso dei rischi giusti, ma senza esagerare, e alla fine questo lo ha aiutato a prendere la pole. Il tutto senza dimenticare le difficoltà patite nella giornata di venerdì, che lo avevano portato sopratutto dopo la FP2 ad essere maggiormente preoccupato. Fortunatamente, però, questa mattina in FP3 la macchina ha ripreso vita, e lo stravolgimento del set-up ha così permesso a Kimi di avere molta più fiducia al volante della monoposto e di poter spingere un po' di più, facendo un grande passo in avanti.
Se Antonelli può guardare alla gara con maggiore fiducia (dovendo fare comunque attenzione sia alla Red Bull dell’amico-rivale Max Verstappen, che partirà al suo fianco in seconda posizione, così come alle Ferrari, in seconda fila alle sue spalle), restando in casa Mercedes chi si è trovato maggiormente in difficoltà è stato senza ombra di dubbio George Russell, mai apparso seriamente in grado di eguagliare le prestazioni del più giovane compagno di squadra, al punto da qualificarsi solamente in sesta posizione (1’12”445), staccato di ben 394 millesimi dal poleman.

Come già detto, al fianco del poleman Antonelli partirà in prima fila (e più precisamente in seconda posizione) la Red Bull di Max Verstappen (1’12 “094), andato veramente molto vicino alla pole, persa solo per 43 millesimi. Un risultato, quello del campione olandese, che non deve sorprendere, visto che nella FP2 svoltasi nel pomeriggio di venerdì la sua RB22 si era molto ben comportata, permettendogli di chiudere la seconda sessione di prove libere in terza posizione, staccato di soli 168 millesimi dal miglior tempo ottenuto dalla Ferrari di Hamilton.
Se nella FP3 il pilota olandese è apparso maggiormente in difficoltà a causa di un cambiamento di assetto rivelatosi poco efficace, il ritorno all’assetto utilizzato nella FP2 prima delle qualifiche ha consentito a Max di tornare in lotta per la pole position potendo contare su una monoposto decisamente più competitiva, e risultata piuttosto performante nei tratti più lenti della pista nonostante nei tratti dov’era richiesta una maggiore trazione non sia stata del tutto perfetta (vedi ad esempio al Mirabeau dove la RB22 ha perso leggermente il posteriore), con Verstappen chiamato a fare la differenza con il proprio talento.
La conferma che l’assetto deliberato dalla Red Bull fosse tutto sommato positivo viene anche dal quinto posto di Isack Hadjar (1’12”434), capace di resettare il proprio weekend dopo l’errore compiuto nel corso della FP1 da parte del pilota franco-algerino, che non a caso aveva perso il retrotreno al momento di affrontare la seconda chicane delle Piscine, andando ad impattare frontalmente contro le barriere. Un incidente che avrebbe potuto minare le certezze di qualsiasi pilota nell’arco del weekend, ma non quelle di Hadjar, il quale ribadisce una volta di più il proprio adattamento positivo all’interno della Red Bull, candidandosi così per la gara a una potenziale posizione all’interno della top 5. Russell (alle sue spalle) permettendo.

Chi si aspettava decisamente di più dalle qualifiche del Gp di Monaco era sicuramente la Ferrari, che auspicava di poter lottare per la pole position su una pista che sulla carta avrebbe dovuto esaltare non solo il telaio o l’aerodinamica della sua SF-26 ma anche il turbo più piccolo, e che invece si deve accontentare dell’intera seconda fila con il sopra raffigurato Lewis Hamilton terzo (1’12”279) davanti al compagno di squadra Charles Leclerc (quarto con il tempo di 1’12”351).
Se nella giornata di venerdì la Rossa aveva profondamente impressionato al punto da ambire con entrambi i piloti per la pole position, la giornata di sabato ha riportato tutti con i piedi per terra, con i principali rivali che sono riusciti a crescere di più rispetto alla scuderia di Maranello, con la FP3 che non a caso aveva già evidenziato qualche difficoltà da parte di Leclerc e di Hamilton nell’eguagliare le prestazioni di Antonelli (chiudendo la sessione in seconda e terza posizione, staccati rispettivamente di 327 e 331 millesimi dal pilota bolognese). In qualifica, poi, dopo il Q1 che aveva visto Leclerc ottenere il miglior tempo davanti a Verstappen e Antonelli (con Hamilton quinto) e il Q2 che aveva visto Leclerc chiudere in quarta posizione con Hamilton sesto), il Q3 ha visto Leclerc non riuscire ad ottenere una prestazione cronometrica al termine del primo run (con Hamilton terzo e staccato di soli 178 millesimi), al punto da caricare più benzina nell’ultimo e decisivo run in modo tale da effettuare possibilmente più giri e arrivando ad ottenere seppur provvisoriamente la pole position con il tempo di 1’12”351, con 24 millesimi di vantaggio nei confronti di Antonelli e con 25 millesimi di vantaggio nei confronti di Verstappen.
Charles Leclerc hits the wall whilst chasing a home pole position #F1 #MonacoGP pic.twitter.com/Sj35LeMdlX
— Formula 1 (@F1) June 6, 2026
Una volta che sia Antonelli che Verstappen avevano migliorato la propria performance, Leclerc si è lanciato in un ultimo disperato tentativo per conquistare la pole position davanti al pubblico di casa, ma al momento di affrontare il secondo settore ha finito per picchiare con la gomma posteriore destra all’altezza del muro del Tabaccaio, mettendo così fine ai suoi sogni di gloria, e chiudendo in quarta posizione.

Sia Hamilton che Leclerc sono apparsi piuttosto delusi al termine delle qualifiche, intervistati da Mara Sangiorgio (Sky). Secondo Hamilton (sopra raffigurato) i principali avversari hanno fatto un passo avanti, mentre loro hanno fatto un passo indietro, con lo stesso Lewis che ha spiegato che a livello di assetto non avevano cambiato nulla di sostanziale, eppure mentre in FP3 pur non essendo spettacolari riuscivano comunque ad essere veloci, in qualifica la situazione è andata peggiorando, con l’eptacampione del mondo inglese che ha spiegato di aver dovuto costantemente correggere l’incidenza dell’ala anteriore per poter avere un retrotreno più bilanciato.

Leclerc si è invece soffermato sul fatto che il suo lato box a partire dal weekend del Canada sta accusando un problema piuttosto specifico, relativo ai freni, di cui però non preferisce entrare nel dettaglio. Charles pensa di aver individuato una soluzione assieme alla squadra, ma di non averla voluta provare a Monaco, sperando fosse una pista in cui sarebbe riuscito a trovare fiducia nei freni, cosa invece non verificatasi fin dalla FP1. In Q3 Leclerc ha provato in tutti i modi a cercare la pole ma invano, in quanto aveva due o tre macchine un po' più avanti, il downforce non era lo stesso, le gomme erano troppo calde e in più ha provato a portare un po' più di velocità, ribadendo di non avere fiducia nella macchina in frenata. Guardando ai possibili scenari in vista della gara, Leclerc ha pensato a una possibile rimonta in partenza, ma ritiene molto difficile in gara possano arrivare al livello di chi sta davanti, anche se in cuor suo lo spera.

Qualifica piuttosto deludente anche in casa McLaren, con il sopra raffigurato Oscar Piastri settimo (1’12”624) davanti al compagno di squadra Lando Norris (ottavo con il tempo di 1’12”765) al termine di una sessione che se da una parte ha comunque visto una crescita da parte del team di Woking rispetto alle libere, dall’altra però ha evidenziato stranamente una scarsa aderenza su una pista che sulla carta avrebbe dovuto esaltare le doti telaistiche e di trazione della MCL40 dinanzi alle curve di medio-bassa velocità. A maggiore ragione in un weekend dove il team inglese festeggiava le sue 1000 gare in Formula 1.
A chiudere la top ten troviamo in nona posizione l’Alpine di Pierre Gasly (apparsa in crescita rispetto alle libere del venerdì) e in decima posizione la Racing Bulls di Liam Lawson.


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