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F1 Barcellona: Russell in pole, Hamilton secondo

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 14 giugno 2026, 07:38
Una prova di orgoglio. Dopo aver visto prevalere il compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli nelle precedenti cinque gare di campionato, è George Russell ad ottenere al volante della Mercedes W17 la pole position del Gp di Barcellona-Catalogna (settima prova del Mondiale 2026 di Formula 1) con il tempo di 1’14”679, precedendo di 64 millesimi Lewis Hamilton (Ferrari) e di 319 millesimi proprio Antonelli, al termine di una qualifica che se da una parte ha visto la Mercedes conquistare la settima pole consecutiva (e al contempo eguagliare il record di 256 pole della Ferrari nella classifica dei motoristi con il maggior numero di pole position in F1), dall’altra ha permesso di apprezzare la crescita della Ferrari grazie al nuovo pacchetto di aggiornamenti introdotto in questa gara (ala anteriore, fondo, diffusore), consentendo alla scuderia di Maranello (in attesa di poter contare su un motore più potenziato grazie all’ADUO) di conquistare una preziosissima e inattesa prima fila grazie alla sua monoposto e al talento di un ritrovato Hamilton, in una sessione che ha visto purtroppo (come vedremo in seguito) Charles Leclerc andare a muro in Q3, con il monegasco che partirà dalla decima posizione in griglia.

Concentrando la nostra attenzione sulla Mercedes, bisogna dire che la pole di Russell (sopra raffigurato durante la FP3) non è assolutamente una sorpresa: fin dalla FP1, infatti, il pilota inglese ha dimostrato come il circuito del Montmelò si adatta piuttosto bene al suo stile di guida, riuscendo a trovare con una certa facilità la prestazione, grazie a una monoposto (la W17) molto ben bilanciata e che non richiede particolari correzioni al volante, e che si esalta in rettilineo grazie a una power unit Mercedes che anche a Barcellona ha ribadito i suoi punti di forza, che hanno fatto sostanzialmente la differenza sopratutto nel rettilineo che dal traguardo porta a curva 1, così come nelle ultime due curve. Eppure, nonostante ciò, Russell ha rischiato a un certo punto di non essere in pole position: dopo il primo run che lo aveva portato davanti a tutti (1’15”145), il pilota inglese della Mercedes era stato scavalcato dal compagno di squadra Antonelli, che non a caso aveva ottenuto il miglior tempo in 1’14”198. Russell però ha prontamente risposto, ottenendo a sua volta il miglior tempo in 1’14”679, ben 319 millesimi più veloce del giovane pilota bolognese, e che alla fine è stato utile per tenersi alle spalle la minaccia ancora più realistica dell'ex compagno di squadra Lewis Hamilton (arrivato a soli 64 millesimi dalla pole), festeggiando così la sua decima pole in Formula 1.

Nel corso della consueta Press Conference svoltasi al termine delle qualifiche, Russell ha spiegato come dietro la pole odierna c’è stato un duro lavoro che lo ha portato a distaccarsi dagli assetti utilizzati dal compagno di squadra Antonelli, e che lo ha portato a ricostruire un feeling con la propria vettura. “Quelle precedenti sono state gare difficili per me.(…) Ci sono state delle prestazioni deludenti, ma sono tornato a un approccio che sapevo funzionare per me questo fine settimana, e più importante della pole position per me è stato il fatto che praticamente in ogni giro di tutto il weekend ero nelle prime due posizioni e mi sentivo sicuro, mi sentivo bene. Mi sentivo di nuovo me stesso." Nello specificare che il cambio di approccio ha riguardato l’assetto della macchina, la mentalità, il tornare insomma alle basi, Russell ha così proseguito. “Queste macchine sono così complicate, le gomme sono complicate, le power unit sono complicate, ed è difficile riuscire a gestirle. E soprattutto quando ho accanto un ragazzo come questo che ha ottenuto risultati così buoni, cerchi di migliorare costantemente, e penso che fare un po' di copia-incolla (degli assetti di Antonelli n.d.r) probabilmente mi abbia messo in difficoltà. Quindi, come ho detto, questo fine settimana ho semplicemente seguito la mia strada ed è quello che ho fatto negli ultimi anni, e sono davvero contento di vedere che sta dando i suoi frutti.”

Restando in casa Mercedes, chi ha sofferto un po' più del previsto è stato senza ombra di dubbio Andrea Kimi Antonelli. Reduce dalle cinque vittorie consecutive di campionato, il 19enne pilota bolognese ha dovuto cedere nella FP1 la sua monoposto al terzo pilota Vesti (in Austria toccherà a Russell), presentandosi così in qualifica senza il prezioso supporto che una sessione in più di prove libere sarebbe stato in grado di garantire. Il tutto in un contesto che ha visto le gomme degradarsi non poco sia per il forte caldo presente a Barcellona (31° la temperatura dell’aria in occasione delle qualifiche, 51° quella dell’asfalto), sia per la scelta della Pirelli di portare rispetto agli ultimi anni uno step più morbido sotto il profilo delle mescole, con il risultato che i piloti per ottenere il tempo avevano solamente un tentativo a disposizione. Il minor tempo a disposizione associato a un layout di pista forse non congeniale alle sue caratteristiche ha di fatto penalizzato Antonelli, impedendogli di estrarre il massimo potenziale dalle gomme nel corso dell'intero giro cronometrato e mandandolo anche in overdriving, con il giovane pilota bolognese della Mercedes che alla fine deve accontentarsi del terzo posto in griglia, staccato di 319 millesimi dal poleman Russell.
Se fino a questo momento il weekend di gara è stato piuttosto complesso, Antonelli può comunque guardare con più fiducia alla gara, avendo registrato un passo gara migliore rispetto al compagno di squadra nelle simulazioni effettuate nel corso della FP2.

Tra le sorprese delle qualifiche del Gp di Barcellona-Catalogna non possiamo non citare la Ferrari, la quale se da una parte registra un ulteriore incidente da parte di Charles Leclerc (a muro in curva 4 nel corso del primo run del Q3, partirà decimo in griglia), dall’altra deve registrare l’ottimo secondo posto di Lewis Hamilton (sopra raffigurato nel corso della FP3), arrivato a soli 64 millesimi dalla pole di Russell, e che conquista per la prima volta una prima fila dal suo approdo nella scuderia di Maranello.
Una performance a dir poco incredibile quella di Hamilton, impensabile non solo alla vigilia del weekend ma anche e sopratutto analizzando le libere, che avevano visto l’eptacampione del mondo inglese maggiormente in difficoltà rispetto a Leclerc, e che (al pari di Antonelli) non aveva potuto disputare la FP1 avendo ceduto la sua monoposto a Dino Beganovic.
Partito senza il supporto della FP1, fino al termine della FP3 Hamilton non aveva un buon bilanciamento della sua monoposto, trovato solamente in extremis grazie al supporto della squadra, abile a seguire le indicazioni di Lewis e a trovare un assetto in grado di esaltare non solo il talento dell’eptacampione del mondo inglese, ma anche il valore del pacchetto di aggiornamenti introdotto in questa gara, che ha permesso alla SF-26 di fare la differenza in pista, e di limitare (non poco) il deficit motoristico di cui attualmente soffre la Rossa.
Se già in Q1 Hamilton aveva sorpreso tutti ottenendo il miglior tempo con 92 millesimi di vantaggio nei confronti di Russell, in Q2 si era dovuto accontentare del quinto tempo, staccato di 190 millesimi dall’ex compagno di squadra.
GHOST CAR! It was mighty tight between Russell and Hamilton ⚔️
— Formula 1 (@F1) June 13, 2026
Lewis was so close to taking his first pole for Ferrari #F1 #BarcelonaGP pic.twitter.com/Dy6tEzg58J
Nel corso dell’ultimo run in Q3, però, è emerso una volta di più il grande talento di guida di Hamilton: andando ad osservare con attenzione i dati telemetrici (e come possiamo vedere anche nel confronto della ghost car sopra raffigurato), se nel primo settore Russell è avanti, è nel secondo settore che Lewis e la Ferrari emergono al punto da ottenere il parziale record. Nel terzo settore Hamilton sembra quasi ampliare il suo vantaggio nei confronti di Russell, al punto che in curva 12 è chiaramente avanti, grazie anche alla bontà tecnica ed aerodinamica degli aggiornamenti introdotti che ci mostrano una Rossa molto ben bilanciata sull’anteriore e con una scarsa resistenza all’avanzamento in rettilineo. Solamente le ultime due curve (in cui la potenza del motore è fondamentale) consentono a Russell di tornare avanti, ma è innegabile il deciso passo avanti fatto dalla Ferrari sotto il profilo prestazionale.
Intervistato al termine delle qualifiche da Mara Sangiorgio (Sky), Hamilton non ha nascosto di essere molto felice, dovrà semmai riesaminare i dati in quanto c’è sempre qualcosa che si può guadagnare qua e là, ma nel complesso ha voluto ringraziare tutto il team in fabbrica per aver portato gli aggiornamenti, aggiungendo che è grandioso vedere quanto sta innovando e quanto la squadra si sta evolvendo, e questo fa una grande differenza quando il team va in pista, ed è una cosa che lo stesso Hamilton sta osservando. La Mercedes è fortissima e batterli non è affatto semplice, ma secondo Lewis oggi è stato possibile battere uno dei due piloti, mentre per la gara l’obieetivo è battere anche l’altro. Sarà un compito difficile in quanto la Mercedes finora ha vinto tutte le gare, ma non è impossibile, a patto che ci sia una prestazione perfetta da parte di tutta la squadra, a cominciare dalla strategia, per poi passare alla sua guida, alla partenza, al bilanciamento, al degrado gomme, con Hamilton che da parte sua vuole provarci, provando a fare qualcosa di speciale in gara.

Se Hamilton guarda con fiducia alla gara anche potendo contare su un pacchetto aerodinamico che fino a questo punto si è molto ben comportato sulla SF-26, Leclerc (sopra raffigurato in FP3) è chiamato a una gara di rimonta dopo l’incidente occorsogli durante il primo run del Q3, che lo ha visto andare a muro in prossimità di curva 4 con una velocità di circa 184 Km/h dopo aver frenato forse con eccessivo anticipo, il chè lo ha portato ad accusare in primis non poco sovrasterzo, che a sua volta ha determinato una doppia perdita del retrotreno.
That's a pretty big hit
— Formula 1 (@F1) June 13, 2026
Here's the moment Leclerc's qualifying came to an end #F1 #BarcelonaGP pic.twitter.com/XmX5kp76mw
Se Charles era riuscito a controllare la prima sbandata del retrotreno, con la seconda ha perso completamente il controllo della monoposto, andando come detto ad impattare frontalmente contro il muretto, andando così a danneggiare anche piuttosto pesantemente sia il muso che la sospensione anteriore. Un vero e proprio peccato, perché anche Leclerc avrebbe potuto ambire a un risultato di prestigio in griglia, così come realizzato dal compagno di squadra Hamilton.

Non è un caso se al termine delle qualifiche, intervistato da Mara Sangiorgio (Sky), Leclerc non abbia nascosto di vergognarsi molto per quanto accaduto, aggiungendo che si era presentato alle interviste perché doveva farlo, ma che si vergognava molto per l’errore compiuto. Nella sua analisi Leclerc sostiene che dopo tanti weekend complicati aveva cominciato ad avvertire sempre più fiducia nella monoposto, e che era convinto potesse riuscire a fare la pole. L’unico punto in cui soffriva con la monoposto era la curva 4, motivo per il quale aveva provato a fare qualcosa di differente, che alla fine non ha pagato. Leclerc è molto dispiaciuto per l’errore commesso, e (nello scusarsi con i tifosi) ritiene che neanche un’eventuale vittoria sarebbe sufficiente per scusarsi.

Rispetto alle prove libere delude la McLaren: se nel corso della FP2 svoltasi nel pomeriggio di venerdì il team di Woking aveva dimostrato di potersi giocare pole e vittoria con Mercedes, le qualifiche hanno riportato la McLaren con i piedi per terra. Non solo il vento un po' più forte, ma anche una certa sofferenza della MCL40 verso le curve a media velocità (e una mappatura forse poco spinta della power unit, dopo i problemi di affidabilità che hanno costretto la squadra a rompere per la seconda volta in ambito stagionale il coprifuoco per migliorare la robustezza dell’installazione e dell’integrazione della power unit Mercedes su ambo le vetture) hanno portato Norris (sopra raffigurato) a qualificarsi in quarta posizione, mentre peggio è andata ad Oscar Piastri, solo settimo alle spalle di entrambe le Red Bull, che si qualificano in quinta e sesta posizione con Max Verstappen davanti ad Isack Hadjar.

Se nelle libere Verstappen si era lamentato di alcuni problemi di bilanciamento, la RB22 in qualifica è sembrata fare un passo avanti, anche se nel corso dell’ultimo run il campione olandese ha accusato un retrotreno piuttosto scivoloso che di fatto lo ha privato di una possibile seconda fila (se non addirittura di un terzo posto in griglia). Positiva anche la qualifica di Hadjar, che si conferma come un pilota di talento, staccato di soli 56 millesimi dal tempo di Verstappen.
Qualifica dai due volti in Racing Bulls e Audi: se Lawson ottiene una preziosissima ottava posizione con Lindblad eliminato in Q2 con l'undicesimo tempo, anche Audi deve registrare il nono posto in griglia di Nico Hulkenberg contestualmente alla dodicesima posizione di Gabriel Bortoleto.

Un cenno, infine, all’Aston Martin (e più precisamente a Fernando Alonso): in quella che potrebbe essere la sua ultima gara a Montmelò (visto e considerato che la prossima edizione del Gp di Barcellona-Catalogna cadrà nel 2028), il pilota asturiano dovrà addirittura partire dal fondo della griglia con l’ultimo tempo. Se fino a questo momento mai Alonso (al netto di penalità o errori) si era qualificato all’ultimo posto, con il risultato odierno decade anche il record di 42 gare consecutive che vedeva il campione asturiano davanti al compagno di squadra Stroll.


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