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F1 Belgio: Antonelli in pole, Verstappen secondo

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 19 luglio 2026, 11:22
Una stella capace di brillare intensamente sulla pista più impegnativa del Mondiale. Il circuito di Spa-Francorchamps ribadisce una volta di più l’immenso talento di Andrea Kimi Antonelli, che in Belgio conquista non solo la sua sesta pole stagionale, ma sopratutto diventa a 19 anni e 328 giorni il più giovane poleman della storia della F1 nelle Ardenne, andando così a battere il record realizzato nel 2019 da Charles Leclerc, che fino ad oggi era il poleman più giovane del Gp del Belgio per via dei suoi 21 anni e 321 giorni.
Dietro la pole di Antonelli si nasconde però anche il grande merito della Mercedes nel saper fare marcia indietro, una volta accortasi di aver preso una direzione sbagliata. Il team tedesco, infatti, si era presentato a Spa con il pacchetto destinato alle gare con basso carico aerodinamico ma anche con un assetto particolarmente scarico, sovrastimando eccessivamente il grip della pista belga. Il sesto posto di Antonelli e l’ottavo posto di Russell in FP1 hanno portato così la Mercedes a fare un parziale passo indietro rispetto alle proprie convinzioni, montando su entrambe le monoposto l’ala posteriore più carica già vista a Silverstone. Se Russell ha continuato a palesare delle difficoltà, Antonelli sia nel corso della FP2 che in FP3 è riuscito ad ottenere quasi con una certa facilità il miglior tempo, e si è presentato in qualifica con la consapevolezza di poter ambire alla pole position puntualmente arrivata.

Se in Q1 non sono mancate le difficoltà (a causa di un bilanciamento non del tutto ottimale, al fronte di un aumento del vento), in Q2 e in Q3 (grazie ad alcune modifiche di settaggio, differenziale,bilanciamento e all’incidenza dell’ala anteriore) Antonelli è tornato a fare letteralmente la differenza, riuscendo con una certa disinvoltura ad estrarre il massimo potenziale dalla sua W17, e (dopo un primo tentativo già molto positivo) ad ottenere la pole position del Gp del Belgio con il tempo di 1’44”361, al termine di un ultimo run che lo ha visto (rispetto al giro migliore che aveva fatto in precedenza) entrare in curva 1 senza riuscire a ruotare perfettamente la monoposto, ma poi emergere nel secondo settore (in un tratto di pista sulla carta non congeniale alla sua monoposto) e ad ottenere addirittura nel terzo e ultimo settore il parziale record (28”100), approfittando della scia della Red Bull di Max Verstappen, di qualche secondo avanti a lui.
Intervistato al termine delle qualifiche da Mara Sangiorgio (Sky), Antonelli non ha nascosto la propria soddisfazione per la pole odierna, sottolineando come la macchina sia andata forte tutto il weekend, di come abbia dovuto un po' cambiare il set-up così come il settaggio, ma che alla fine la macchina si è comportata bene. Al contempo Kimi racconta di aver fatto un giro pulito, senza errori, e questo sicuramente ha contribuito. In ottica gara, Antonelli è consapevole che sarà difficile restare davanti in curva 5 sopratutto a causa della scia, motivo per il quale il suo obiettivo è quello di fare una buona partenza, e di uscire bene da curva 1, visto che poi il passo sembra essere positivo.
Per un Antonelli capace di estrarre (come detto) il massimo dalla sua W17, c’è un George Russell in evidente crisi al volante della stessa monoposto. Il pilota inglese si è qualificato in quarta posizione (partirà terzo per via delle dieci posizioni di penalità inflitte a Norris), staccato di ben 508 millesimi dal compagno di squadra, senza mai dare cenno di poter emulare le sue prestazioni.
Intervistato al termine delle qualifiche da Mara Sangiorgio (Sky), Russell si è lamentato di non aver avuto velocità in rettilineo così come nella precedente gara di campionato a Silverstone, sostenendo di aver a che fare con un vero e proprio problema. La squadra ha provato a sostituire i freni, ma non erano quelli, dopodichè ha ipotizzato un problema al fondo, ma neanche la sostituzione dell’elemento ha determinato la risoluzione del problema. Il pilota inglese ha anche ipotizzato fosse un problema determinato dal suo stile di guida, ma non è stato per la guida. Nella qualifica odierna Russell rileva di aver perso almeno quattro decimi in rettilineo (alcuni giri meglio, alcuni giri peggio), con la squadra che sta cercando di capire cosa sia successo.
In attesa di capire cosa stia effettivamente rallentando Russell, la sensazione che emerge dall’esterno è quella di un pilota che sembra fare piuttosto fatica con le attuali monoposto e in particolare su alcune tipologie di pista. Non è però da escludere che alla base delle attuali difficoltà in rettilineo denunciate da Russell ci possa essere anche una differente gestione dell’energia rispetto alla monoposto gemella di Antonelli. Aspetti, questi, che forse solamente nelle prossime gare potranno avere o meno risposta.

Alle spalle di Antonelli, troviamo la Red Bull di Max Verstappen (secondo), che ha potuto contare sulla preziosissima scia messagli a disposizione dal compagno di squadra Isack Hadjar, che di fatto ha rinunciato a cercare delle prestazioni cronometriche in Q3, sicuro di partire dal fondo dello schieramento (partirà per la precisione in ultima fila, in 21°posizione) avendo sostituito l’intera power unit.
Come visto anche nelle prove libere la RB22 è apparsa faticare un po' di più nel primo settore, mentre nel secondo settore la macchina è sembrata essere molto stabile. Nel terzo settore, invece, emerge in pieno la bontà della power unit realizzata dal team austriaco in collaborazione con Ford, andando così a ribadire l’efficacia del motore endotermico già evidenziata dall’ADUO, che non a caso ha ritenuto quella Red Bull la miglior power unit proprio sotto il profilo termico.
In qualifica (come detto) Verstappen ha potuto contare sul preziosissimo aiuto del compagno di squadra Isack Hadjar, che (una volta acquisita la qualificazione in Q3) si è messo totalmente al servizio del campione olandese. Ciò ha fatto si, quindi, che il pilota franco-algerino nel primo settore facesse la sua prestazione senza dare alcuna scia da Eau Rouge fino alla fine del rettilineo del Kemmel, per poi cominciare man mano a rallentare (mentre Verstappen alle sue spalle cominciava gradualmente ad avvicinarsi) per poi offrire una perfetta scia (forse troppo ravvicinata nell’ultimo run) nel tratto del terzo settore che va da Stavelot fino all’ultima chicane denominata Bus Stop, mettendo così il campione olandese nelle condizioni di poter fare piuttosto serenamente l’ultima curva, e conquistare una seconda posizione in griglia assolutamente meritata.
Al termine delle qualifiche Verstappen è apparso piuttosto rilassato, e nel ringraziare Hadjar per l’ottima scia, ai microfoni di Mara Sangiorgio (Sky) ha dichiarato che grazie al lavoro di Isack con la scia ha potuto ottenere il secondo posto e quindi la prima fila in griglia, altrimenti sarebbero arrivati quasi sicuramente sesti. Purtroppo anche in qualifica Verstappen ha rilevato una lentezza della macchina in rettilineo dovuta a un problema di erogazione della potenza durante il giro, e aldilà di questo ha provato ad estrarre il massimo da quello che aveva. In ottica gara il campione olandese (al sito ufficiale della F1) guarderà gli specchietti per controllare le persone che avrà accanto a lui, aggiungendo che a Spa è sempre difficile con le gomme, ma proverà a fare del suo meglio per vedere se riuscirà o meno a restare in gara.

Qualificatosi in terza posizione, partirà dalla tredicesima posizione in griglia (per via delle dieci posizioni di penalità inflitte per aver montato la quarta centralina elettronica stagionale rispetto alle tre disponibili) il campione del mondo Lando Norris, che anche a Spa-Francorchamps ribadisce una volta di più la sua maturità tecnica, disputando un’eccellente qualifica. Queste le sue dichiarazioni sul sito ufficiale McLaren. “Sono molto contento di aver conquistato la terza posizione oggi. Abbiamo avuto un inizio di Q3 davvero eccezionale, abbiamo tirato fuori il massimo dalla vettura e siamo riusciti a mettere tutto insieme. Purtroppo, la penalità di 10 posizioni significa che non partiremo da lì, ma è bello vedere che stiamo andando nella giusta direzione ed è incoraggiante per il futuro, quando potremo portare aggiornamenti più importanti.
La pole position della Mercedes non è una sorpresa, quindi congratulazioni a Kimi Antonelli. Possiamo comunque trarre degli aspetti positivi: siamo chiaramente più veloci di diverse altre vetture davanti a noi in griglia, quindi speriamo di effettuare dei sorpassi e di rientrare in gara più vicini alle posizioni di testa. Vedremo cosa riusciremo a fare.”
In maggiore difficoltà rispetto a Norris è apparso Oscar Piastri, che oltre ad aver avuto meno tempo nel preparare la qualifica a causa del problema occorsogli sul finire della FP1 (problema idraulico, che ha obbligato la squadra a sostituire la trasmissione), nel corso delle qualifiche ha accusato anche qualche problema nell’erogazione della potenza della propria power unit, che lo ha portato a qualificarsi in settima posizione (partirà sesto per via della penalità del compagno di squadra Norris).

In quinta e sesta posizione (partiranno rispettivamente quarto e quinto per via della penalità inflitta a Norris) troviamo le Ferrari di Charles Leclerc (sopra raffigurato) e di Lewis Hamilton. La scuderia di Maranello rispetto alle prove libere (che la vedevano emergere nel primo e nel secondo settore, accusando un gap piuttosto pesante nel terzo settore) grazie al motore dotato di ADUO montato nella giornata odierna e a una migliorata gestione della potenza della propria power unit è riuscita quantomeno a limitare i danni evidenziando anche una buona performance sul giro secco ,così come una gestione gomma piuttosto efficace, che sopratutto in gara potrebbe essere molto utile su una pista front-limited come quella di Spa-Francorchamps che tende a surriscaldare maggiormente le gomme anteriori.
C’è un po' di rammarico (sopratutto nel caso di Leclerc, più performante a partire dal Q2) per via di una bandiera gialla (sventolata all’ingresso della pitlane da un marshall all’indirizzo di Hadjar, per sottoporre la RB22 ai consueti controlli di routine) che il pilota monegasco ha scambiato per una segnalazione di un incidente in pista, e che lo ha portato così a rallentare, perdendo così quei 4-5 centesimi, che probabilmente lo avrebbero portato ad essere quantomeno davanti a Russell.

©@ScuderiaFerrari
Nel caso di Hamilton (protagonista di un incidente sul finire della FP3, che lo ha portato a perdere il controllo della macchina, andando a muro in uscita da Fagnes, causando dei danni nel retrotreno che hanno portato i meccanici della scuderia di Maranello a sostituire l’ala posteriore, la sospensione posteriore destra, il fondo e il cambio senza scontare alcuna penalità in griglia), il pilota inglese al termine delle qualifiche ha spiegato ai microfoni di Sky che pur facendo i meccanici un eccellente lavoro nel ricostruire la macchina dopo l’incidente, di fatto però la sua monoposto si comportava diversamente rispetto alla FP3 della mattina in cui si sentiva a suo agio, e che ha cercato di fare del suo meglio con quello che aveva a disposizione, aggiungendo poi di aver accusato nell’ultimo run in Q3 un problema al freno e che non voleva danneggiarlo, ammettendo di non aver visto quella bandiera gialla che tanto fastidio aveva dato poco prima al compagno di squadra Leclerc.

Scorrendo la classifica, merita ancora una volta di essere sottolineato il percorso di crescita portato avanti dalla Racing Bulls, con Arvid Lindblad (l’unico ad aver montato in macchina il nuovo pacchetto di aggiornamenti, avendo ottenuto un miglior risultato in qualifica nella precedente gara di campionato a Silverstone) qualificatosi in ottava posizione (partirà settimo per la penalità inflitta a Norris) e con Liam Lawson decimo (partirà nono).

A sandwich tra le due Racing Bulls l’Audi di Gabriel Bortoleto: se il più esperto compagno di squadra Nico Hulkenberg si è qualificato tredicesimo (partirà dodicesimo per la penalità di Norris), il giovane pilota brasiliano dopo l’ottavo posto conquistato a Silverstone ribadisce il suo stato di forma regalando al team tedesco guidato da Mattia Binotto una preziosissima nona posizione (partirà ottavo in griglia), con l’obiettivo di conquistare il maggior numero di punti in classifica per provare quantomeno ad avvicinarsi alla Williams in Classifica Costruttori.


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