F1 Ungheria: Norris in pole, Leclerc secondo

Prima pole stagionale per il campione del mondo della McLaren, che precede la Ferrari di Leclerc e il compagno di squadra Piastri. Penalizzati Hamilton (da secondo a quinto per impeding su Piastri) e Antonelli (da quarto a settimo per mancato rispetto della bandiera gialla)
https://www.google.com/preferences/source?q=guerinsportivo.it, gs
F1 Ungheria: Norris in pole, Leclerc secondo
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 26 luglio 2026, 08:38

Un campione capace di fare la differenza al momento opportuno. Se le prove libere del venerdì avevano lasciato sognare agli appassionati la seria possibilità di una prima fila tutta Ferrari (alla luce del miglior tempo di Lewis Hamilton e del secondo tempo di Charles Leclerc al termine della FP2), le qualifiche del Gp d’Ungheria (undicesima prova del Mondiale 2026 di Formula 1) premiano Lando Norris, con il campione del mondo uscente che non solo regala alla McLaren la prima pole stagionale, ma sopratutto mette fine a un digiuno di pole che durava dal Gp di Las Vegas della passata stagione

Una pole della maturità, quella di Norris: fin dall’inizio della stagione il campione inglese è apparso molto più disteso, rilassato rispetto agli ultimi anni, quasi come se il titolo vinto lo scorso anno lo avesse messo nelle condizioni di affrontare il Mondiale di Formula 1 con molta più serenità, quasi come se non dovesse dimostrare più nulla a nessuno, e ciò lo ha messo nelle condizioni di performare decisamente meglio rispetto al compagno di squadra Piastri. Una situazione, questa,che avevamo già notato nelle precedenti gare (una su tutte il Gp del Belgio svoltosi domenica scorsa a Spa-Francorchamps) e che Norris ha di fatto ribadito questo weekend in Ungheria facendo la differenza rispetto al compagno di squadra, e potendo contare su una MCL40 dotata del nuovo pacchetto aerodinamico (caratterizzato anche da un fondo di scuola Ferrari, simile a quello attualmente montato sulla SF-26), che ha finito per fare la differenza sopratutto nel secondo settore (dove le curve a media velocità hanno esaltato il buon potenziale tecnico della sua MCL40), e che si è fatta apprezzare per la sua capacità nel saper accendere correttamente le gomme. 

Se il primo run del Q3 aveva visto Norris (1’17”320) chiudere in seconda posizione alle spalle di Hamilton (1’17”219), il pilota McLaren nell’ultimo e decisivo run è stato abile a migliorare la propria performance nel primo e sopratutto nel secondo settore, e a rispettare opportunamente nell’ultimo settore la bandiera gialla (esposta dopo il testacoda di Verstappen), conquistando così la pole position (1’17”207) con un vantaggio di soli 12 millesimi sul ferrarista, punito poi dalla Direzione Gara con tre posizioni di penalità in griglia per impeding nei confronti di Piastri, in uno scenario che vedrà così Hamilton partire dalla quinta posizione in griglia. 

Tornando a Norris, comprensibile l’emozione del campione inglese della McLaren, che ai microfoni di Mara Sangiorgio (Sky) sottolinea l’importanza del nuovo pacchetto di aggiornamenti dietro la pole odierna, sostenendo che con le novità introdotte nel corso del presente weekend la monoposto è sicuramente più veloce, nonostante il bilanciamento non ottimale lo abbia portato a faticare comunque con la vettura, cosa però compensata con il fatto che andasse comunque più veloce a ogni curva. Detto ciò, secondo Norris, è chiaro il fatto che la pole odierna sia dovuta in gran parte agli aggiornamenti introdotti nell’arco del weekend, ed è per questo che il campione del mondo inglese ha voluto ringraziare la squadra, che la lavorato tantissimo e che ha fatto un ottimo lavoro, aggiungendo che da parte sua pensa di essere riuscito a guidare molto bene per una buona parte del campionato fin qui disputato, e che è bello finalmente essere ricompensati per una volta.
Guardando alla gara, Norris è consapevole che la McLaren grazie alla pole sia nella miglior posizione in cui è stata per tutta la stagione, e che da parte sua gli piace poter pensare che il team sia pronto per la vittoria. Detto questo, il campione del mondo è ben consapevole che l’Hungaroring non sia una pista facile dove superare, per cui vuole essere speranzoso, ma al contempo è cosciente del fatto che ci sono tante macchine veloci dietro la sua McLaren, per cui si aspetta una gara dura. 

Sale dal quinto al terzo posto in griglia di partenza (approfittando delle penalità di Hamilton e di Antonelli) Oscar Piastri. Il pilota australiano nell’ultimo run in Q3 viene involontariamente rallentato dalla Ferrari di Lewis Hamilton, ma bisogna dire che nell’arco dell’intero weekend di gara Piastri (come ammesso al termine delle qualifiche anche dal diretto interessato) ha costantemente fatto fatica, quasi come se alla fine il cedere la propria monoposto in FP1 a Leonardo Fornaroli lo avesse di fatto penalizzato, al punto da sentire la mancanza della sessione persa per poter ottimizzare la propria performance. 

Occasione persa in casa Ferrari: sul circuito dell’Hungaroring che sulla carta doveva esaltare le caratteristiche tecniche della SF-26 la scuderia di Maranello ottiene al termine delle qualifiche un secondo posto con Lewis Hamilton (che partirà quinto in griglia per via delle tre posizioni di penalità dovute all’impeding nei confronti di Piastri) e un terzo posto con Charles Leclerc (che partirà secondo per via della penalità di Hamilton). 
Così come a Monaco, la Ferrari non è stata perfetta nell’esecuzione della qualifica: la riprova viene dall’ultimo run in Q3, in una situazione che vedeva Lewis Hamilton in testa con il miglior tempo davanti a Lando Norris, con Charles Leclerc terzo, con le due Rosse che ben emergevano sopratutto nel primo e nel terzo settore, mentre il secondo settore era ad appannaggio del campione del mondo inglese della McLaren. 
Normalmente in questi casi la logica prevede che chi è in testa scenda per ultimo o comunque tra gli ultimi, in modo tale da poter approfittare delle migliori condizioni della pista. Invece (forse per evitare eventuali bandiere gialle) la Ferrari ha deciso di far scendere in pista sia Hamilton che Leclerc per primi al momento di affrontare l’ultimo run. Ciò ha portato i piloti della Rossa a non migliorare di fatto i propri tempi, mantenendo così le prestazioni cronometriche ottenute durante il primo run del Q3.

Se a questo poi aggiungiamo la tardiva segnalazione del muretto box nei confronti di Hamilton del sopraggiungere alle sue spalle della McLaren di Piastri, ecco, quindi, che la qualifica della Ferrari (intesa come team) è da considerarsi tutt’altro che positiva. 

Un vero e proprio peccato, perché la Ferrari vista il giorno prima (venerdì) all’Hungaroring aveva particolarmente impressionato, a dimostrazione di un set-up di base piuttosto efficace e di un bilanciamento a dir poco ottimale. Cosa, invece, mancata nella giornata odierna, quando fin dalla FP3 sia Leclerc che Hamilton hanno quasi fatto fatica a ritrovare quella SF-26 che loro stessi avevano apprezzato il giorno prima. Una motivazione potrebbe essere legata al cambio di direzione del vento (mutato nella notte tra venerdì e sabato). 

Ciò nonostante, quello che doveva essere un weekend da sfruttare a pieno, rischia di diventare (come a Monaco) un vero e proprio rimpianto per la scuderia di Maranello,visto e considerato che Hamilton dalla quinta posizione in griglia potrà sfruttare assai limitatamente quel treno di gomme soft risparmiato durante il Q1 che al via gli avrebbe potuto dare una grande mano per superare Norris e prendere la testa della corsa, così come Leclerc (sopra raffigurato) pur passando dal terzo al secondo posto in griglia non solo si ritroverà al via accerchiato dalle due McLaren (con Norris primo e Piastri terzo), ma sopratutto per via delle difficoltà patite in Q1 (cancellazione del tempo per track limits) e in Q2 (testacoda di Hadjar e successiva bandiera gialla che lo ha costretto a rallentare) si ritroverà al via della gara non solo senza un set di gomme soft nuove, ma anche con un set di gomme medie in meno rispetto alle McLaren. Una gara che si preannuncia complicata per Leclerc, con il monegasco che proverà a fare di tutto per conquistare il suo primo podio in carriera all’Hungaroring (pista finora assai ostica per lui), se non addirittura vincere.

Se l’Hungaroring rappresenta un’occasione sprecata per la Ferrari, neanche la Mercedes può particolarmente sorridere, in un weekend di gara che l’ha vista stranamente soffrire decisamente più del solito, presumibilmente a causa di un set-up di base della monoposto rivelatosi del tutto errato. Se Andrea Kimi Antonelli alla fine si era qualificato in quarta posizione (salvo poi venir retrocesso in settima posizione, per mancato rispetto della bandiera gialla esposta dopo il testacoda della Red Bull di Max Verstappen) pur potendo ambire a un potenziale terzo posto, peggio ancora è andata per George Russell, qualificatosi in sesta posizione, salvo poi fermarsi in curva 1 (e obbligare la Direzione Gara ad esporre un’altra bandiera gialla, dopo quella necessaria per rimuovere la Red Bull di Verstappen), in quanto sulla sua W17 si era rotto il motore a causa di una perdita idraulica. 
Come dichiarato al termine delle qualifiche dal Team Principal Mercedes Toto Wolff ai microfoni di Sky, la power unit di Russell non è più utilizzabile, motivo per il quale domenica in gara il pilota inglese (al pari del compagno di squadra Antonelli) sarà obbligato a montare sulla propria monoposto la quarta power unit stagionale. 
Appare chiaro come sia Antonelli che Russell nel proseguo della stagione dovranno tassativamente ricorrere almeno alla quinta power unit, il chè li obbligherà a dover subire delle penalità in griglia, visto che secondo il regolamento sono quattro le power unit su cui ciascun pilota può contare nell’arco dell’intera stagione. 

Qualifica da dimenticare in casa Red Bull, con Max Verstappen sesto (partirà quarto in seguito alle penalità di Hamilton e di Antonelli) e con Isack Hadjar ottavo, al termine di una sessione che visto entrambi i piloti andare in testacoda (nel caso di Hadjar all’altezza di curva 12, essendo uscito più largo in traiettoria, e nel caso di Verstappen nel finale di Q3 all’altezza dell’ultima curva). 
Intervistato al termine delle qualifiche da Mara Sangiorgio (Sky), Verstappen ha dichiarato di aver accusato un problema aerodinamico (che non è mai positivo a suo parere in qualifica), che su questa pista un pilota vuole poter contare su un retrotreno piantato in ingresso curva, mentre invece la sua macchina continuava a peggiorare, al punto che ogni giro che faceva in qualifica era sempre peggio.  Guardando alla gara, il campione olandese non è apparso molto fiducioso, al punto da dichiarare ai media internazionali che il problema al retrotreno deve essere risolto, perché in questo stato la macchina è assolutamente inguidabile. Una sensazione che coincide con alcuni team radio del compagno di squadra Hadjar durante le libere, che non a caso aveva definito la RB22 a dir poco inguidabile. 

A chiudere la top ten troviamo in nona posizione la Racing Bulls di Arvid Lindblad (con il pilota anglo-svedese che ribadisce tutto il suo talento, in una sessione di qualifica che ha visto il compagno di squadra Liam Lawson eliminato in Q2 con l’undicesimo tempo), e in decima posizione l’Audi di Nico Hulkenberg, con il pilota tedesco che sembra confermare il passo avanti fatto nelle ultime gare dal team tedesco guidato da Mattia Binotto. 

Un cenno, infine, sull’Aston Martin, che proprio in Ungheria ha presentato la sua versione B. Chiaramente il lavoro da fare è ancora tanto prima di poter ambire a un ingresso in una potenziale top 10 (e non a caso c’è grande attesa per l’evoluzione della power unit Honda comprensiva di ADUO che debutterà alla ripartenza del campionato in Olanda dopo la sosta estiva), ma intanto merita di essere sottolineata la performance di Fernando Alonso. Su quella stessa pista che lo vide ottenere nel 2003 la sua prima vittoria in Formula 1, e in una sessione che ha visto il compagno di squadra Lance Stroll eliminato in Q1 con il ventesimo tempo, il campione asturiano riesce a portare la sua AMR26 in Q2, venendo poi eliminato con il sedicesimo tempo. Vero, come ammesso dallo stesso Alonso, al momento i punti sono ancora fuori dalla portata, ma il campione asturiano è convinto che il potenziale da sbloccare sulla macchina sia davvero tanto, ammettendo che quell’adrenalina che si prova quando si chiude la visiera (di cui aveva denunciato la mancanza giovedì in Press Conference dopo la prima parte di campionato e che lo aveva portato a valutare un possibile ritiro a fine stagione) ora è tornata, con l’auspicio di vivere sempre più delle sensazioni migliori nelle prossime gare.

 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading