Il mistero Klinger, l’ex medico della Grande Inter

L’assassinio del noto professionista è un caso ancora irrisolto di cronaca. Lavorò nello staff sanitario della società di Moratti che vinse tutto e alla Pallacanestro Cantù

Il mistero Klinger, l’ex medico della Grande Inter

Stefano Cocci/EdipressStefano Cocci/Edipress

Pubblicato il 1 giugno 2021, 00:00 (Aggiornato il 1 giugno 2021, 07:08)

Fu assassinato un martedì mattina il professor Roberto Klinger, il 18 febbraio 1992, ed era un ex membro dello staff medico della Grande Inter di Herrera e Moratti, e all’epoca dei fatti in quello della Pallacanestro Cantù.

L’omicidio

L’Italia era appena entrata nel gorgo degli scandali di Tangentopoli. Il giorno prima, Mario Chiesa era stato arrestato in flagranza mentre accettava una tangente. La mattina del 18 febbraio Klinger fu assassinato con tre colpi di pistola alle 7:25 mentre saliva sulla sua Fiat Panda per recarsi al lavoro. Quel crimine è rimasto tutt’ora irrisolto ed è al centro della puntata di “Mostri Senza Nome – Milano” su Crime+Investigation (su Sky al canale 119) del 1° giugno.

Insieme a Quarenghi e Cipolla, Klinger era nello staff della Grande Inter di Herrera. Il terzetto fu al centro anche di una serie di contrasti con il tecnico nerazzurro in merito all'utilizzo d'integratori che avrebbero dovuto migliorare le prestazioni della squadra – episodi che furono ricordati da Manlio Cipolla in un libro del 1976.

La carriera

Klinger era dal 1966 responsabile sanitario della Pallacanestro Cantù e aveva dedicato la carriera alle ricerche sul diabete e alla medicina sportiva. Fino al giorno della sua morte divideva la sua vita tra i campi da basket e la clinica dove lavorava.

Alla notizia della sua tragica scomparsa fu ricordato con affetto da Luisito Suarez come una «persona squisita e un grande medico. Fu uno dei primi a programmare anche per i giocatori un’alimentazione specifica». Anche l’allora vicepresidente Prisco, indimenticabile figura della storia nerazzurra, ricordò come fosse «una persona gentile e mite. Anche quando se ne andò dall’Inter, per un dissidio con Herrera sui metodi di allenamento, è rimasto sempre legato alla squadra».

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