Prosinecki, professore del centrocampo

Nato in Germania, è l'unico calciatore nella storia ad aver segnato in due mondiali con due squadre diverse, Jugoslavia e Croazia. Fu grandissimo con la Stella Rossa

Prosinecki, professore del centrocampo

Alessandro Ruta/EdipressAlessandro Ruta/Edipress

Pubblicato il 12 gennaio 2024, 07:01

Se oggi vedete Luka Modric al Real Madrid, pensate che prima di lui un giocatore molto simile, anche fisicamente, c'era già stato: e non uno qualunque bensì Robert Prosinecki, un centrocampista di classe e qualità sopraffina.

 

Prosinecki stella... della Stella Rossa

La curiosa vita di Robert Prosinecki dice nascita in Germania e primi calci al pallone dati lassù, nella parte ancora occidentale del Paese. Dopodiché il richiamo di casa, la Jugoslavia, o meglio la Croazia, e la crescita nella Dinamo Zagabria.

Periodo complicato e turbolento quello, per i Balcani, quando comunque c'era un solo campionato e gli stati erano racchiusi in una sola bandiera. Da Zagabria a Belgrado, teoricamente dalla Croazia alla Serbia ma in pratica senza cambiare niente: così è la Stella Rossa ad accaparrarsi questo regista in realtà completissimo, che già a 18 anni predica calcio.

Alto e robusto, togliergli la palla è abbastanza complicato; in più vede il gioco come se avesse il radar. Con lui in mezzo assieme ad altri tanti talenti giovani destinati a dominare in Europa. La Coppa Campioni è il vero banco di prova, nel 1988 solo la nebbia ferma la Stella Rossa contro il Milan, ma nel 1991 non ce n'è per nessuno e a Bari, con Robert che realizza il primo rigore della lotteria dopo i supplementari nella finale con l'Olympique Marsiglia. A fine anno c'è pure il quinto posto nella classifica del Pallone d'Oro.

A quel punto per vari motivi anche geopolitici non può più rimanere in Jugoslavia, dove peraltro ha già vinto tutto, e allora ecco sbucare il Real Madrid, che lo trasforma nel suo faro di centrocampo.

Non andrà alla stessa maniera in Spagna, in un periodo contraddittorio per i blancos, tanto che finirà addirittura in prestito all'Oviedo nel 1994. Abbastanza da dimenticare anche le esperienze al Barcellona e al Siviglia.

Uno con la sua classe però può come il vino andare avanti fin quasi a oltranza e così è, di fatto, visto che ancora a 34 anni in Premier al piccolo Portsmouth riesce a dare spettacolo, segnando 9 gol in campionato.

 

L'uomo del record

A Prosinecki comunque sarà molto difficile togliere uno di quei record che sa tanto di nostalgia e che quindi è destinato a svanire in futuro a meno di clamorosi sommovimenti socio-politici.

Robert infatti è l'unico calciatore ad aver segnato un gol in due mondiali con due squadre diverse. Cosa ancora possibile quando, tra il 1990 e il 1998, la Jugoslavia si era dissolta moltiplicandosi in varie nazioni e altrettante nazionali.

La sua prima rete è con la Jugoslavia a Italia '90, dove Prosinecki viene premiato come miglior giovane del torneo e in effetti a 21 anni sfiora persino la semifinale, perdendo solo ai rigori con quarti contro l'Argentina.

Otto anni dopo la Croazia va ancora più avanti, per un pelo non va in finale e si ferma in semifinale. Al debutto contro la Giamaica comunque ecco la rete, un po' casuale, un cross che diventa un tiro, con cui Prosinecki entra nella storia: ci sarà un altro gol nella finale terzo-quarto posto contro l'Olanda per Robert, coi suoi capelli biondi e la barba appena accennata, un professore del centrocampo, giocatore d'altri tempi capace di sopperire con la tecnica a un certo stile di vita non certo irreprensibile. Ma andava bene anche così. 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Marco Osio: la carriera punk di un numero 9 fuori dagli schemi

Non ha mai segnato tanto, ma quando lo faceva cambiava la storia: il racconto della carriera atipica di Marco Osio

Alessandro Del Piero e il gol che lo rese eterno nella storia della Juventus

Una rete contro la Fiorentina, un record storico e la nascita di un’icona bianconera