Cinque rimonte epiche della Juventus in Champions

In attesa di vedere cosa faranno i bianconeri con il Galatasaray riviviamo alcune serate indimenticabili nella massima competizione europea
Cinque rimonte epiche della Juventus in Champions

Alessandro Ruta/EdipressAlessandro Ruta/Edipress

Pubblicato il 24 febbraio 2026, 16:05 (Aggiornato il 24 febbraio 2026, 15:22)

Cinque gol sul groppone, ma avendone segnati due la differenza è "solo" di tre reti: la Juventus contro il Galatasaray è attesa a una rimonta di quelle epiche, leggendarie. Il passato dei bianconeri ha regalato serate del genere, di "remuntadas" memorabili. Ne abbiamo prese cinque, in ordine di tempo.

 

 

Juventus - Olympique Marsiglia 3-0 (andata 0-1)

Iniziamo con una delle prime rimonte europee della Juventus, in questo caso nella vecchia Coppa dei Campioni. Primo turno dell'edizione 1972-73, sorteggio integrale e subito l'OM, per i giovani bianconeri di Vycpalek. All'andata approccio sbagliato alla competizione e sconfitta in Francia, rete di Bonnel. C'è però tutto il tempo di riprendere la condizione ottimale e di operare il sorpasso, al vecchio stadio Comunale. Bettega ci mette 4 minuti per pareggiare, dopodiché realizza la sua doppietta, prima che Haller serva il tris. Tutto nei primi 45 minuti, in un torneo dove la Juventus arriverà alla finale, perdendola contro l'Ajax di Cruijff.

 

 

Juventus - Cska Sofia 2-0 (andata 1-2)

Un altro primo turno di Coppa Campioni, un avversario pressoché sconosciuto all'epoca, settembre 1975, i campioni di Bulgaria. Anche qua, forse, sottovalutazione iniziale del rivale visto che all'andata la Juventus perde dopo essere stata avanti fino a 10' dalla fine. Contraccolpo psicologico dietro l'angolo, ma i bianconeri sono troppo superiori al Cska per soccombere. Ci si mette anche un pizzico di fortuna, nel senso dell'autore del gol che apre la rimonta: Beppe Furino, il "cagnaccio" del centrocampo bianconero non esattamente abituato a segnare. Il raddoppio che chiude i conti è di Anastasi, la vera stella di quella squadra, già autore dell'illusorio 0-1 all'andata. Passaggio del turno un po' sofferto, ma meritato, anche se agli ottavi di finale la Juventus perderà con il Borussia Moenchengladbach, senza poter rimontare i due gol subiti all'andata.

 

 

 

Juventus - Real Madrid 2-0 (andata 0-1)

La stagione è quella della vittoria della Champions League all'Olimpico di Roma, il turno è il quarto di finale di lusso contro il Real Madrid, in vantaggio dopo la gara d'andata al Bernabeu e pronto se non ad alzare le barricate quantomeno a difendersi con ordine per colpire in contropiede. Nulla di tutto questo per una Juventus chiaramente in missione, anche con le presunte seconde linee. Marcello Lippi, grandissimo motivatore, sa cavare il meglio da tutti i componenti della sua rosa. In questa serata di vigilia di primavera, 20 marzo 1996, la copertina se la prende Michele Padovano, attaccante di rotazione normalmente, che realizza la rete del sorpasso dopo che Del Piero ha raddrizzato la situazione. Volano botte da orbi, un espulso per parte (Torricelli e Alkorta), ma con la formula della Champions che all'epoca vede meno partite e meno squadre coinvolte la sensazione di aver ipotecato quantomeno la finale è sicura, in casa bianconera. Come in effetti succederà.

 

 

 

Juventus - Real Madrid 3-1 (andata 1-2)

Ultimo passo prima della finale di Champions poi persa contro il Milan nel celeberrimo derby di Manchester, il 14 maggio del 2003. Che furia, quella Juventus, capace di spazzare via un Real Madrid ricco di stelle, ma poco avvezzo alla lotta, chissà, con la goduria di eliminare l'ex di turno, Zinedine Zidane. Trezeguet, Del Piero e Nedved: il tridente di Lippi al suo massimo splendore, soprattutto con il ceco protagonista. Strepitoso il suo gol, il terzo della gara, che cesella il passaggio del turno, quando sarebbe bastato in realtà anche il 2-0 Quella, a proposito di Nedved, è la partita del cartellino giallo "maledetto", negli ultimi minuti: fallo banale a centrocampo, figlio dell'eccesso di agonismo del futuro Pallone d'Oro, e ammonizione. Diffidato, salterà la finale, tra le lacrime.

 

 

 

 

Juventus - Atletico Madrid 3-0 (andata 0-2)

La serata migliore di Cristiano Ronaldo in maglia bianconera, senz'ombra di dubbio: è il 13 marzo 2019, siamo agli ottavi di finale e la Signora deve rimontare due gol a una squadra ostica e restia all'imbarcata come l'Atletico Madrid di Diego Simeone. Un Simeone che all'andata ha avuto la bella pensata di esultare gridando verso il proprio pubblico toccandosi le parti intime, ricordando che lui, come l'Atletico del resto, ha gli attributi. In carriera però Cristiano Ronaldo ha avuto una vittima preferita, ed è proprio l'Atletico Madrid, suo bersaglio regolare già ai tempi del Real Madrid. Il portoghese realizza una tripletta clamorosa, a cominciare dal gol di testa che realizza saltando praticamente sopra il mondo intero. Pagato a peso d'oro esattamente per prestazioni del genere, CR7 in quel momento è il trascinatore assoluto della Juventus che però uscirà al turno successivo per mano dell'Ajax.

 

 

 

 

 

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