Bandiera della Juventus, con cui ha vinto tutto da protagonista, a lungo è stato un calciatore dominante a livello mondiale. Tra gli alti e bassi con la nazionale, il giusto premio del mondiale 2006
Uno degli attaccanti più eleganti e prolifici del nostro campionato, recordman di squadre cambiate (13) e di reti segnate senza essere mai stato convocato in nazionale maggiore
Due squadre in carriera, Sampdoria e Juventus, emblema di un calcio che non c'è più: agli attaccanti avversari ha impedito centinaia di gol e lui non ne ha mai segnato nemmeno uno
Una vicenda in cui si intreccia un pezzo di Italia: Berlusconi contro Agnelli, il Milan che prende tutto, fondi neri veri o presunti e i miliardi (di lire)
Difensore elegante e costante, fu grande con Bari, Atalanta e Juventus. Coi bianconeri fu anche allenatore per qualche tempo in sostituzione di Antonio Conte, squalificato, e trionfò nel campionato russo con lo Spartak Mosca
Il toscano fu un eccellente portiere soprattutto con la Fiorentina a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, anche se venne lanciato in C-1 al Parma dal futuro grande tecnico del Milan. Ora è uno dei collaboratori dell'allenatore della Juventus
Nel cuore del processo di rinnovamento dei bianconeri partito in estate, la sfida contro i campioni uscenti d’Europa sancì la crescita del gioco e un cambio di atteggiamento
Storico vice di Zoff e Tacconi, vinse tanto nei suoi dieci anni alla Juve. Tifoso interista da bambino, non amava la mondanità e quando svestiva i guanti si dedicava alla sua grande passione: la pittura
Il centrocampista, passato nell’inverno del 1997 dai rossoneri ai bianconeri, fu il primo olandese della storia del club di Torino di cui divenne un uomo chiave per sette stagioni
Le squadre si trovarono spesso appaiate in lotta per il titolo: nel 1981 finì 1-1, nel 1986 una storica vittoria (1-3) lanciò il Napoli verso il tricolore mentre nel 1988 gli azzurri dettero spettacolo (3-5) sotto gli occhi di Kissinger
Esattamente 30 anni fa il ragazzo di Conegliano faceva il proprio esordio in Serie A entrando al 74' al posto di Ravanelli in un Foggia-Juventus terminato 1-1. Da quel momento ha scritto la storia del calcio italiano e non solo
La dinastia torinese scelse la strada dello sport per raggiungere obiettivi non di aggregazione, ma sociali e politici: storia di una stirpe e due colori centenari
Paolo Marcacci/Edipress
24 luglio 2023
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