Era il 16 settembre 1984 quando il Pibe de Oro giocò la sua prima partita nel nostro campionato: il Verona, che quell’anno avrebbe vinto lo scudetto, vinse 3-1
Fu acquistato nel 1981 quando aveva solo 20 anni: «L’annuncio del Genoa mi colse di sorpresa, eravamo appena stati promossi Ho vinto lo scudetto e tre Coppe Italia. Sempre orgoglioso del mio passato»
Le squadre si trovarono spesso appaiate in lotta per il titolo: nel 1981 finì 1-1, nel 1986 una storica vittoria (1-3) lanciò il Napoli verso il tricolore mentre nel 1988 gli azzurri dettero spettacolo (3-5) sotto gli occhi di Kissinger
L'ex blancos era in campo in quel primo turno di Coppa Campioni contro gli azzurri: «Un sorteggio assurdo, i vincitori della Liga contro i campioni d’Italia: tostissimo!»
Settant’anni per il simbolo dei campioncini di provincia: provò il salto nella grande metropoli, ma divenne la bandiera della Calabria che ce la faceva in Serie A
Lasciato presto il calcio giocato per intraprendere ruoli amministrativi, fu l’architetto della Grande Inter, della Juventus degli anni Settanta e del Napoli del 1987
All’Inter conobbe Rino Marchesi che lo spostò dall’ala in mezzo al campo. Fu proprio il tecnico lombardo a convincerlo poi a indossare la maglia azzurra.
Difensore tra i più forti della sua generazione, in Italia lasciò il segno sotto il Vesuvio ma non a Milano. Poi in Spagna visse gli anni della maturità calcistica
Giovane promessa a inizio carriera in azzurro, giocò in più occassioni con i sanniti dove iniziò anche ad allenare. Scomparve prematuramente il 15 febbraio 2013, all'età di 37 anni
Perno della squadra azzurra di Vinicio, si è formato in viola alla scuola di Liedholm. La “zona” lo esaltava ma con Bernardini non funzionò. Nasceva a Firenze il 6 febbraio 1948
Lorenzo Stillitano/Edipress
6 febbraio 2023
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