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Paletta, più rosso che rossonero
«Con Paletta abbiamo risolto i nostri problemi in difesa - affermava un gongolante Adriano Galliani al momento della presentazione dello stopper sudamericano nel gennaio del 2015 - è un difensore forte e carismatico»

Cristian Vitali
Pubblicato il 18 dicembre 2017, 11:46 (Aggiornato il 22 dic 2017 alle 17:00)
Provenienza: Atalanta (Italia, Agosto 2015)
2016-2017: Milan, 30 presenze, 2 reti
2017-2018: Milan (Italia)
Arriva in rossonero dopo i meravigliosi anni di Parma, ma in un Milan travolto da uno dei peggiori momenti della sua storia. Non va bene né con Filippo Inzaghi né con Sinisa Mihajlovic, tanto che alla fine arriverà il prestito all’Atalanta, viste le prestazioni al di sotto della media. Quando arriva Vincenzo Montella sulla panchina rossonera l’ex Aeroplanino decide di provare a rimetterlo in gioco, puntando sulla voglia di riscatto dell’argentino: lui evidentemente si galvanizza e inanella una serie di prestazioni discrete mettendoci soprattutto il cuore e l’impegno. Ma ad alti livelli non è affatto sufficiente: brutto da vedere (in tutti i sensi), è a tratti rivedibile, ma soprattutto decisamente falloso, legnoso e di conseguenza tatticamente non certo ineccepibile. Su tutto parla un suo personale record negativo “conquistato” lo scorso anno, un primato decisamente da dimenticare che non riguarda solo la Serie A ma si estende ai 5 principali campionati europei: ben 5 espulsioni (per uno score personale complessivo di 9 in Serie A). L’ultimo a collezionare così tanti “rossi” fu un certo Luigi Apolloni a fine carriera nel 2001 al Verona. Decisamente troppi. Montella, al tirar delle somme, gli ha spesso preferito Zapata, il che è tutto dire. Arrossito.
@Stracult
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