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Vi spieghiamo Spagna-Argentina: non è solo Yamal vs. Messi
La finale del Mondiale è quanto di meglio possa offrire il calcio al giorno d'oggi: talento e organizzazione, individualità devastanti e sistemi rodati, per un match storico comunque vada

Alessandro Ruta/Edipress
Pubblicato il 17 luglio 2026, 19:02
Doveva essere la Finalissima del 29 marzo, tra campioni d'Europa e del Sudamerica, mentre sarà la finalissima del Mondiale il 19 luglio, Spagna-Argentina. Una finale inedita tra due squadre che parlano la stessa lingua, nel senso dello spagnolo, anche se con accenti profondamente diversi. Secondo titolo per le Furie Rosse o quarto dell'Argentina, che a quel punto raggiungerebbe l'Italia: da qui non si scappa, nella serata di East Rutherford.

L'inevitabile Lamine Yamal vs. Messi
Non c'è dubbio che tutto inizia e finisca dalla sfida a distanza tra Lamine Yamal e Leo Messi, le due stelle, in una sorta di passaggio di consegne tra il Barcellona attuale e quello del recente passato. L'argentino però non ha affatto voglia di abdicare o di andare calcisticamente in pensione, lo stimolo comunque è enorme di fronte al suo successore con la maglia blaugrana, che ha ereditato anche la numero 10. Lamine Yamal non ha ancora segnato, ma è in crescendo. La Spagna si affida a lui anche quando è raddoppiato o triplicato, fa un po' da specchietto per le allodole, sapendo che comunque il 19enne del Barça è un pericolo costante. Chiedere al povero Digne, autore del goffo rigore in semifinale, bruciato dall'esterno spagnolo.

Intorno a questi due fuoriclasse graviterà un match che si presenta assolutamente equilibrato, tra la miglior difesa del torneo (la Spagna) e un attacco in grado di segnare 18 gol in 7 incontri, di cui 11 tra secondi tempi e supplementari. Un contrasto davvero affascinante, estremo, stimolante. Riuscirà l'Albiceleste a bucare Unai Simòn, che fin qua ha subito appena una rete?

Grande battaglia a centrocampo
L'Argentina dovrebbe preoccuparsi di segnare un gol in più della Spagna, vista la difesa a dir poco precaria che si ritrova Scaloni. L'ultima volta in cui Dibu Martinez è uscito dal campo imbattuto infatti è stato nella seconda partita del girone contro l'Austria, un po' troppo per una squadra che ambisce ad essere campione del mondo. Due reti da Capo Verde, due dall'Egitto, una dalla Svizzera e una dall'Inghilterra: puntare all'1-0 sembra difficile per l'Albiceleste.
La Spagna ha dimostrato contro la Francia di non aver paura di nessuno, nemmeno della presunta grande favorita. Di certo non troverà un centrocampo tenero come quello di Deschamps, anzi: in quanto a robustezza i vari Enzo Fernandez, Paredes, MacAllister e probabilmente De Paul se la giocano alla pari con Rodri-Fabian-Olmo, con Baena che probabilmente dovrà dare più di una mano in copertura e lasciando a De la Fuente l'opzione Nico Williams forse solo in caso di partita da rimontare. I 22 che scenderanno in campo domenica sera alle 21, ora italiana, comunque si conoscono tutti benissimo.

Protagonisti inattesi di Spagna-Argentina
Quando l'Argentina sembrava a un certo punto troppo Messi-dipendente sono saltati fuori gli altri, il "cast di supporto" come si dice in questi casi. Si è risvegliato Lautaro Martinez, Julian Alvarez ha dato il suo contributo, Enzo Fernandez pure è comparso un po' dal nulla con due gol decisivi tra quarti e semifinale. L'uomo nuovo della Spagna invece è senza dubbio Pedro Porro, terzino destro in condizioni straripanti, eccellente in copertura e devastante in fase offensiva con addirittura due gol segnati. Sarà un'arma che De la Fuente cercherà di giocarsi, su quella fascia dove assieme a Lamine Yamal la Spagna può trovare una discreta miniera d'oro, non essendo Tagliafico un fulmine di guerra.
Non ci sono dubbi del resto, che questo sia il meglio proponibile al mondo a livello calcistico. Una finale del resto si gioca in due e Spagna e Argentina si sono meritate, per lucidità e caparbietà, di disputare questo match. L'ultimo di Messi? Il primo Mondiale di Lamine Yamal? Comunque sarà storico, con in palio anche buona parte della classifica del prossimo Pallone d'Oro.
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