Temi caldi
Guida alla F1 2026

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 5 marzo 2026, 18:08
Le indicazioni provenienti dai test precampionato

© Formula 1
In uno scenario (e in una Formula 1) che si preannuncia così differente rispetto a quella che abbiamo visto fino a pochissimi mesi fa, risulta assai complicato stilare prima della partenza del campionato una griglia dei valori in campo fin qui emersi: non solo,infatti, alcune squadre nel corso dei test precampionato si sono nascoste sotto il profilo prestazionale per non dare riferimenti ai propri rivali, ma non è neanche da escludere che già in Australia qualche team non possa portare qualche aggiornamento capace di fare la differenza, in una stagione che (a differenza di quella passata) non sarà davvero fondamentale come si parte, ma quanto si riuscirà a guadagnare dagli aggiornamenti nel corso dell’annata.
Allo stato attuale, la monoposto che ha più impressionato di tutte (tra i Shakedown Test di Barcellona e i test precampionato del Bahrain) è stata senza ombra di dubbio la Mercedes, che è sembrata essere assai avanti rispetto ai principali avversari, lavorando tantissimo anche sulla simulazione gara. Il team di Brackley può contare anche quest’anno sul preziosissimo contributo di George Russell (che lo scorso anno ha dimostrato di saper reggere sulle spalle la squadra dopo l’addio di Lewis Hamilton, approdato in Ferrari) che nel corso dei test del Bahrain è ben emerso, così come di Andrea Kimi Antonelli, con il giovane pilota bolognese che si presenta al via della seconda stagione in Formula 1 con maggiore esperienza e la volontà di poter esprimere una volta di più tutto il suo potenziale. Vero, restano ancora da risolvere alcuni problemi di affidabilità (finora occorsi in più occasioni alla monoposto di Antonelli), ma in linea di massima secondo i principali osservatori la Mercedes W17 resta comunque accreditata come la monoposto da battere, con almeno due-tre decimi di vantaggio nei confronti della concorrenza.
Alle spalle della Mercedes, al momento sembra emergere la Ferrari: la scuderia di Maranello ha chiuso i test precampionato del Bahrain facendo registrare il miglior tempo con Charles Leclerc, al volante di una SF-26 che (tra i Shakedown Test di Barcellona e i test andati in scena sul circuito del Sakhir) si è rivelata essere una monoposto estremamente sostanziosa e veloce, con cui anche l’eptacampione del mondo Lewis Hamilton è sembrato instaurare un buon feeling. Frutto di una progettazione decisa e coraggiosa (senza il benchè minimo timore reverenziale nei confronti degli avversari), che ha portato a una serie di soluzioni piuttosto innovative ed interessanti sulla SF-26. Parliamo del flap orizzontale posto davanti allo scarico che consentirà alla Rossa non solo di sfruttare la soffiatura dei gas di carico per avere una migliore efficienza aerodinamica nella zona del retrotreno (e dell’ala anteriore). Soluzione, questa, difficile da replicare per le altre squadre,perché significherebbe non rispettare la normativa che vieta la presenza di qualsiasi profilo aerodinamico posto oltre i 60 mm dall’asse posteriore. Cosa che invece Ferrari ha fatto applicando la normativa direttamente in fase di progetto, consultandosi con la Federazione.
Altra soluzione collaudata nei test precampionato in Bahrain (ma che non vedremo in Australia) è quella rappresenta dall’ormai famosa ala posteriore Macarena (così soprannominata simpaticamente dalla squadra e dal Team Principal Frederic Vasseur) che vede i flap dell’ala capaci di ruotare di 270° una volta inserita in rettilineo l’aerodinamica attiva tramite la Straight Mode), e che la scuderia di Maranello deve ancora ottimizzare.
Alle spalle della Ferrari in questo momento troviamo la McLaren, che lo scorso anno ha vinto il titolo mondiale con Lando Norris (e bissato il titolo costruttori già vinto nel 2024): il team di Woking vuole chiaramente continuare a vincere, e spera anche quest’anno di poter essere all’altezza della situazione sia con Norris che con Oscar Piastri. Se sul passo gara la McLaren non ha particolarmente impressionato nei test precampionato del Bahrain, bisogna anche dire che il team di Woking (al pari di Williams e Alpine) ha utilizzato una power unit meno aggiornata rispetto a quella utilizzata da Mercedes, per cui già questo weekend in Australia potremmo avere sotto il punto di vista dei cavalli e della potenza reale uno scenario decisamente più attendibile. Non è quindi da escludere che McLaren possa essere alle spalle di Mercedes, alla pari con Ferrari.
Leggermente più staccata da Ferrari e McLaren sembra essere la Red Bull: se Max Verstappen vuole quanto prima poter conquistare il quinto titolo piloti in carriera (dopo averlo perso per soli due punti contro Norris lo scorso anno in un finale di campionato decisamente in crescita), bisogna anche dire che il team austriaco per la prima volta nella sua storia scenderà in pista con un motore interamente realizzato in casa (e con la preziosa partnership di Ford per la batteria), per cui sarà da valutare con molta attenzione la sua affidabilità ed efficacia in campionato. Sotto il profilo dei piloti, poi, Verstappen anche quest’anno avrà a che fare con un nuovo compagno di squadra: ci riferiamo a Isack Hadjar, che ha sostituito all’interno del team guidato da Laurent Mekies il 25enne pilota giapponese Yuki Tsunoda, retrocesso al ruolo di terza guida.
Alle spalle dei quattro top team, troviamo come possibili outsider Alpine, Audi e anche Haas. Se il team guidato da Flavio Briatore (da quest’anno motorizzato Mercedes) sembra aver realizzato una monoposto piuttosto performante (con Gasly e Colapinto chiamati a entrare maggiormente in zona punti), molto convincente è apparsa anche Audi, new entry forte dell’esperienza di Mattia Binotto e dell’ex team Sauber per quanto riguarda la realizzazione del telaio, e dotata del nuovissimo motore Audi realizzato nella sede di Neuburg an der Donau, che finora ha ben impressionato come consistenza, con Hulkenberg e Bortoleto candidati a una stagione possibilmente all’interno della top 10. Positiva anche la Haas, con Bearman chiamato a confermare il buon finale di stagione (e possibilmente ad evitare ulteriori punti di penalità sulla Superlicenza che lo porterebbero alla squalifica di un Gp) e Ocon che spera di aver superato il momento difficile che lo ha visto suo malgrado protagonista nel finale di stagione.
Nella zona di medio-bassa classifica dovremmo trovare Racing Bulls (alle prese con l’adattamento di Arvid Lindblad in Formula 1 al fianco di Liam Lawson) e Williams (che ha pagato duramente il ritardato superamento del crash test all’anteriore rinunciando ai Shakedown Test di Barcellona), così come in fondo alla classifica al momento dovrebbero esserci Cadillac e Aston Martin. Se per il team guidato da Graeme Lowdon era quasi scontato (pur potendo contare sull’esperienza di Valtteri Bottas e di Sergio Perez e fino a fine 2028 sulla power unit Ferrari) che partisse in fondo allo schieramento essendo un team completamente nuovo in Formula 1 e che ovviamente necessita del giusto affiatamento per prendere la giusta confidenza, meno scontata è stata senza ombra di dubbio la difficoltà accusata da Honda nella realizzazione della propria power unit, con Fernando Alonso che rischia (in quello che potrebbe essere il suo ultimo anno in Formula 1) di non poter lottare in alcun modo per il titolo, pur essendo alla guida di una monoposto realizzata da Adrian Newey (da quest’anno anche Team Principal della squadra di proprietà di Lance Stroll).
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading
