In maglia azzurra per tutto il decennio, giocò nel Milan, coprendo le spalle a Rivera, e poi nel centrocampo della Juve del Trap, facendo sempre valere grandi doti fisiche e di acume tattico
Il tedesco vinse uno storico tricolore col Verona nel 1985, poi alla Sampdoria alzò al cielo la Coppa Italia con un gol nella finale d'andata contro il Torino
Giocatore ruvido, allenatore concreto, simbolo di un calcio che non prometteva miracoli ma restituiva dignità. Dal Friuli al Vesuvio, la lunga rotta di un maestro schivo
Cercato dal Milan di Ilario Castagner, approdò all’Inter nell’estate 1983 senza mai riuscire a lasciare il segno. Il 9 ottobre 1985, a soli 30 anni, la prematura morte a causa di un incidente d’auto
Lo "stopperone" tedesco da oggetto del desiderio a colonna della Juve trapattoniana fino allo sgarbo della Coppa dei Campioni. Jurgen è nato il 6 ottobre 1965
Presidente della Roma negli anni Settanta, acquistò i terreni di Trigoria e rinnovò l'immagine di società e squadra con il celebre lupetto di Gratton. Nacque il 5 ottobre 1930
Terzo posto in campionato nel 1971, poi finale di Coppa Italia Un allenatore che a Napoli lasciò il segno prima di andarsene. Nacque il 28 settembre del 1924
Arrivato a Milano per riportare in alto i nerazzurri, non riuscì a replicare i successi che aveva ottenuto con il Bayern Monaco. Con i tifosi, però, instaurò un rapporto che rimane vivo ancora oggi
Attaccante tecnico e versatile, fu voluto da Herrera e apprezzato anche da Liedholm prima di un infortunio che gli impose lo stop: sempre il 24 settembre, ma del 1972, Valerio esordiva in Serie A
Dal debutto della Coppa Uefa alla finale del 2024-25, la storia sembra ripetersi: le squadre inglesi dominano. Nel 1972 gli Spurs eliminarono il Milan di Rivera tra polemiche e colpi di scena