Simbolo di un'era del calcio italiano e forse dell'Italia intera, l'ex super dirigente del Milan e della Lega Calcio e attuale Vicepresidente vicario, amministratore delegato e membro CDA del Monza ha vissuto mille vite, professionali e private
Dal Mondiale del 1990 con la Germania alla Coppa Uefa in nerazzurro l'anno seguente fino ai trionfi con il Bayern Monaco: ecco il profilo della "Biscia impazzita"
Tennista di origini lituane, ma nato e cresciuto a New York, Gerulaitis unì genio e sregolatezza, vinse ma si divertì anche nell'era dei grandi che si chiamavano Borg, McEnroe e Connors
L'attaccante argentino sarebbe dovuto arrivare nell'anno dello scudetto, ma restò al Valencia punendo la squadra di Eriksson ai quarti di Champions League. Nella Capitale un grave infortunio e due trofei. Ora fa il pilota di rally
Il danese è stato il leader della sua generazione anche se incredibilmente non partecipò al campionato europeo vinto a sorpresa dalla sua nazionale nel 1992. In Italia giocò con Lazio e Juventus
L'infanzia, la crescita, le svolte, gli infortuni: per il tecnico del Real Madrid una vita da calciatore mai banale. Da Roma a Milano, studiando da grande
Il più vincente calciatore spagnolo della storia è stato uno dei migliori centrocampisti di sempre grazie alla sua formidabile tecnica individuale e alla sapienza tattica, nonostante un fisico che poco combaciava con il gioco "moderno"
Difensore elegante e costante, fu grande con Bari, Atalanta e Juventus. Coi bianconeri fu anche allenatore per qualche tempo in sostituzione di Antonio Conte, squalificato, e trionfò nel campionato russo con lo Spartak Mosca
Il brasiliano tirava dalla distanza con le tre dita del piede che impattavano sulla valvola del pallone. Ricordato in Italia per gli anni al Genoa, con la Seleçao vinse il Mondiale 1994
Dopo una prima parte di carriera in Emilia, l'estremo difensore visse le sue stagioni migliori tra Parma e Lazio divenendo una vera e propria icona biancoceleste
Formidabile centrocampista della Fiorentina e della nazionale a cavallo tra anni Settanta e Ottanta, fu limitato da infortuni e incidenti che arrivarono nei momenti meno opportuni
Dapprima fantasista a ridosso delle punte e successivamente convertito all’ala, per avere successo dovette lasciare Roma prima di tornarci per vincere lo scudetto
Paolo Valenti/Edipress
28 marzo 2024
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