Formula 1, presentazione Gp Giappone

La Formula 1 approda sul circuito di Suzuka per la terza prova del Mondiale 2026
Formula 1, presentazione Gp Giappone
© @suzuka_event

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 26 marzo 2026, 11:58

Un circuito iconico, fortemente apprezzato da piloti e appassionati per la sua conformazione a 8, e che si presenta riasfaltato nel secondo e terzo settore (fino a curva 17) dopo che già tra dicembre 2024 e gennaio 2025 era stato riasfaltato il tratto di pista che va dalla Triangle Chicane fino alla fine del primo settore (oltre alla sostituzione in curva 9 del cordolo singolo con un doppio cordolo più alto, e nelle curve 2,7,9,14 e 17 la sostituzione delle aree esterne in erba sintetica con la ghiaia). La Formula 1 è pronta ad approdare a Suzuka per il Gp del Giappone, terza prova del Mondiale 2026
Su una pista che richiede un’attenta gestione della batteria (al punto che sarà possibile utilizzare l’aerodinamica attiva e nel caso anche il Boost Mode solamente sul rettilineo del traguardo e lungo il rettilineo compreso tra curva 14 e 15 che porta alla 130R) la Mercedes parte chiaramente come favorita, potendo contare sia su una buona potenza in rettilineo, che su una buona gestione della propria batteria, come già emerso nelle prime due gare di campionato in Australia e in Cina. 
Sul fronte piloti, c’è grande curiosità per vedere come si presenterà in pista Andrea Kimi Antonelli dopo la prima vittoria in Formula 1 ottenuta due settimane fa in Cina, ma è lo stesso pilota bolognese ad andare cauto: pur non nascondendo di andare a Suzuka per vincere ancora, è lo stesso Antonelli a dichiarare che in Giappone cercherà per quanto possibile di non mettersi troppa pressione addosso, con l’obiettivo di migliorare ancora, alla luce anche della maggiore esperienza del compagno di squadra George Russell, che in tanti danno per favorito sul circuito nipponico. 

Alle spalle della Mercedes troviamo la Ferrari, che si presenta con l’obiettivo di confermarsi come seconda forza del campionato su una pista che la potrebbe vedere in vantaggio in fase di partenza così come in curva (con lo snake del primo settore che potrebbe essere a favore della scuderia di Maranello), ma che potrebbe al contempo pagare dazio per via del turbo più piccolo e della capacità più limitata di caricamento della batteria sui rettilinei. Ecco, quindi, perché secondo alcune indiscrezioni (da confermare nell’arco del weekend) i tecnici della Rossa  avrebbero preparato la gara di Suzuka estremizzando la ricarica della batteria nelle parti più guidate per poi difendersi per quanto possibile in rettilineo con la maggior quantità di carica batteria disponibile dai potenziali attacchi Mercedes. 
Sotto il profilo più prettamente tecnico, anche in Giappone sia Charles Leclerc che Lewis Hamilton potranno avvalersi nelle prove libere dell’ala posteriore soprannominata Macarena (su cui i tecnici della scuderia di Maranello hanno continuato a lavorare al banco dopo che in Cina nell’unica sessione di prove libere disponibile per via del weekend Sprint era emersa una sincronia poco efficace tra la chiusura dei flap dell’ala anteriore e la chiusura dell’ala posteriore) con l’obiettivo di poterla portare anche in gara. Non è ancora chiaro, invece, al momento se rivedremo a Suzuka le alette trasparenti (e realizzate in materiale plastico) sul pilone centrale dell’Halo, testate come parabrezza aggiuntivo in Cina sia nella FP1 che in qualifica e gara Sprint salvo poi venir rimosse prima delle qualifiche del Gp domenicale per paura di qualche protesta da parte di un altro team.

Chi si presenta in Giappone con l’obiettivo di affiancare la Ferrari come potenziale seconda forza dopo il doppio ritiro accusato in Cina (senza neanche iniziare la gara) è la McLaren, che potrà così utilizzare le tre sessioni di prove libere in Giappone in un weekend tradizionale e senza gara Sprint per poter così migliorare ulteriormente la propria comprensione della power unit Mercedes e così avvicinarsi per quanto possibile alle prestazioni del team tedesco guidato da Toto Wolff. 

Il ritorno a un weekend tradizionale può essere l’occasione giusta anche in casa Red Bull per poter ottimizzare l’assetto della RB22, dopo una gara (quella cinese) che ha visto il team austriaco faticare tantissimo nel trovare il giusto set-up della monoposto, definita in quel frangente dal quattro volte campione olandese (nonché vincitore delle ultime quattro edizioni consecutive della gara nipponica) Max Verstappen inguidabile, per via della scarsa efficienza evidenziata al momento di affrontare le varie curve del circuito. 

Il Gp del Giappone rappresenta anche la gara di casa della Honda, visto e considerato che il circuito di Suzuka nacque negli anni 60 per testare e collaudare le vetture del costruttore nonché motorista nipponico, salvo poi ospitare dal 1987 la gara di Formula 1 (ad eccezione del biennio 2007-2008, quando si corse al Fuji, e del biennio 2020-21 causa pandemia), diventando una pista iconica per gli appassionati della massima serie motoristica. 
Se negli ultimi quattro anni Honda come motorista era riuscita ad aggiudicarsi la gara di casa grazie alla partnership con Red Bull e al talento di Max Verstappen, al momento il motorista nipponico sta affrontando un momento di profonda crisi dovuta all’avvento delle nuove power unit prive dell’MGU-H, con l’Aston Martin che nelle prime due gare ha dovuto registrare il ritiro di entrambi i piloti o per problemi legati all’affidabilità della power unit nipponica, o per problematiche relative alle vibrazioni generate dal motore, che dopo una ventina di giri diventano a dir poco insostenibili per il pilota (vedasi Alonso in Cina, costretto a togliere le mani del volante in rettilineo e ad alzare bandiera bianca dopo 35 giri, segnalando che già dopo la ventesima tornata cominciava a non avvertire più la sensibilità di mani e piedi). 
Appare chiaro come la gara di casa quest’anno per Honda rischia di diventare una vera e propria sofferenza, al punto che il motorista nipponico in questi giorni ha già messo le mani avanti, affermando come sul fronte della gestione dell’energia la pista di Suzuka sia molto difficile e che al momento loro non sono ancora al livello che avrebbero voluto raggiungere per questo weekend così speciale, assicurando però che continueranno a lavorare sodo per ottimizzare il pacchetto legato al motore, con l’auspicio di poter finalmente trovare la causa delle vibrazioni e potersi così concentrare sul fronte delle prestazioni cronometriche. 

Un cenno, infine, alle condizioni meteo, con il cielo che si dovrebbe presentare sereno o tutt’al più nuvoloso, con temperature intorno ai 18-19 gradi. 

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