Debuttante con i giallorossi, con i quali giocò anche tra il 1978 e il 1982, divenne titolare con gli azzurri mentre vestiva la maglia bianconera. Da allenatore ottenne ottimi risultati con le giovanili e come secondo
Il Profeta di Fusignano fu il primo allenatore a pensare di utilizzare tutte queste innovazioni tattiche degli anni precedenti simultaneamente finendo per creare un cocktail micidiale
L'avversario della Fiorentina in semifinale di Conference League non è molto abituato a questi palcoscenici europei: nel suo passato però ha avuto protagonisti davvero indimenticabili, nel bene e nel male
Arrivato a Milano nel 1962, fu tra gli artefici dei successi dei nerazzurri guidati da Helenio Herrera. Nel 1965 un suo gol regalò la seconda Coppa dei Campioni ad Angelo Moratti
Scomparso il 24 aprile 2005, guidò la società dal 1963 al 1982. Lo scudetto, che sulle maglie granata non era più comparso dopo la tragedia di Superga, fu il suo capolavoro
Lo Zar giocò la sua ultima partita il 16 aprile 2000, uscendo anzitempo dal campo per via di un’espulsione che chiuse più di vent’anni di carriera giocati ai massimi livelli
Apprezzato da Sacchi, che lo portò in Nazionale, amava spingere l’azione partendo dal basso. Sampdoria, Roma e Valencia le tappe salienti della sua lunga carriera
Quello tra il tecnico e l'ex numero 10 è un rapporto calcistico nato a Pescara, continuato a Perugia, proseguito a Napoli e terminato a Udine. Ma l'amicizia non finirà mai
L'attuale tecnico del Genoa ha un passato un bianconero: un'esperienza di meno di un anno interrotta bruscamente con una brutta esperienza... a casa sua